Sentenza n. 404/2026 - Perugia, Sezione 1
per l’annullamento previa concessione di misure cautelari, della deliberazione del Direttore generale dell’Azienda USL Umbria 2 n. 1683 del 7 settembre 2026, avente ad oggetto «Sentenza del Consiglio di Stato - Sezione Terza, resa sul ricorso R.G. n. 3402/2024 - sede farmaceutica n. 31 del Comune di Terni, cod. reg. 293 - presa d’atto degli effetti della pronuncia sulla deliberazione del Direttore Generale USL Umbria 2 n. 1806 del 27 ottobre 2023 e conseguenti determinazioni», comunicata alle ricorrenti in data 7 settembre 2026, nella parte in cui dispone la cessazione con effetto immediato dell’esercizio della sede farmaceutica n. 31 del Comune di Terni, da parte della Farmacia Sabbione S.r.l., nonché di ogni altra statuizione, ivi compreso il relativo documento istruttorio, ad essa presupposta, connessa o consequenziale di ogni atto presupposto, connesso e consequenziale, ancorché non conosciuto, ivi compreso il parere legale richiamato ma non allegato né reso conoscibile alle ricorrenti, nonché di ogni ulteriore atto, istruzione o provvedimento, anche non formale, con cui l’Azienda USL Umbria 2 abbia dato o dovesse dare esecuzione alla Delibera impugnata, ivi compresi gli eventuali atti di chiusura materiale dell’esercizio farmaceutico;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Deliberazione del Direttore generale dell’Azienda USL Umbria 2 n. 1683 del 7 settembre 2026, nella parte in cui disponeva la cessazione immediata dell’esercizio della sede farmaceutica n. 31 del Comune di Terni, oltre agli atti presupposti, connessi e consequenziali
Esito
Favorevole al resistente (azienda sanitaria e comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La Farmacia Sabbione S.r.l. ha chiesto l’annullamento, previa tutela cautelare, della deliberazione con cui l’Azienda USL Umbria 2, prendendo atto degli effetti di una sentenza del Consiglio di Stato relativa alla sede farmaceutica n. 31, aveva disposto la cessazione immediata dell’esercizio nei locali di Terni. Il ricorso investiva anche il documento istruttorio, il parere legale richiamato ma non allegato e gli eventuali atti esecutivi. Il testo non espone specifici motivi di illegittimità articolati dalla ricorrente.
La decisione
Dopo la proposizione del ricorso, il Comune ha rinnovato il procedimento e l’Azienda USL, con deliberazione n. 1751 del 22 settembre 2026, ha rilasciato una nuova autorizzazione all’apertura e all’esercizio della farmacia in favore della ricorrente nei locali di via Aldo Bartocci n. 1/G a Terni. Alla camera di consiglio del 6 ottobre 2026 la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione. Il TAR ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare il merito delle censure, e ha compensato le spese.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Ravvisata la sussistenza dei presupposti di legge ex art. 60 cod. proc. amm. per la definizione della presente controversia con sentenza in forma semplificata all’esito della trattazione cautelare, essendo la causa matura per la decisione e stante l’assenza di cause ostative;
La controversia può essere definita con sentenza in forma semplificata all’esito della trattazione cautelare quando è matura per la decisione e non sussistono cause ostative.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Ritenuto, per quanto esposto, che non resti al Collegio che dichiarare l’improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), cod. proc. amm., e di ravvisare giusti motivi per la compensazione delle spese;
Il ricorso è improcedibile quando, a seguito della nuova autorizzazione e della dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse, viene meno l’interesse alla decisione.
Massime di principio
- Il rilascio, nel corso del giudizio, di una nuova autorizzazione che soddisfa l’interesse sostanziale del ricorrente, accompagnato dalla dichiarazione di non avere più interesse alla decisione, determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
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