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Sentenza

Sentenza n. 411/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento della delibera di consiglio comunale n. -OMISSIS- del -OMISSIS-, pubblicata all'albo pretorio dell'ente in data -OMISSIS-;

Giustizia amministrativa201700887

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: delibera consiliare con cui il Comune ha dichiarato il prevalente interesse pubblico alla conservazione di un immobile abusivo acquisito al patrimonio comunale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la delibera comunale deducendone la genericità, poiché non avrebbe individuato specificamente il manufatto abusivo, la sua consistenza e l'interesse pubblico sotteso alla dichiarazione di prevalente interesse pubblico. Ha inoltre sostenuto che l'operato comunale fosse contrario a una precedente sentenza del TAR, che avrebbe imposto la demolizione dell'opera abusiva. La ricorrente ha fondato il proprio interesse sulla proprietà di un immobile situato nelle immediate vicinanze del manufatto e ha affermato che il grave stato di degrado avrebbe inciso negativamente sul contesto territoriale e sul valore delle proprietà limitrofe. Il Comune ha eccepito il difetto di interesse e l'infondatezza del ricorso.

La decisione

Il TAR ha accolto l'eccezione preliminare del Comune e ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse, senza esaminare nel merito le censure relative alla genericità della delibera, alla carenza di motivazione o al contrasto con la precedente sentenza. Il Collegio ha rilevato che l'azione amministrativa richiede una posizione giuridica qualificata e differenziata e un interesse a ricorrere caratterizzato da personalità, attualità, concretezza e diretta derivazione della lesione dall'atto impugnato. In materia urbanistico-edilizia, la mera vicinitas non è sufficiente: il ricorrente deve allegare e provare una lesione concreta, anche potenziale, derivante dal mutato assetto del territorio. Nel caso concreto, la ricorrente si è limitata a invocare la vicinanza dell'immobile e a formulare un'affermazione non dimostrata sull'incidenza del degrado sul valore delle proprietà. L'eventuale degrado avrebbe potuto essere fatto valere mediante una richiesta al Comune di attivarsi, ma non dimostrava l'utilità concreta dell'annullamento della delibera ai fini della demolizione. Le spese sono state poste a carico della ricorrente e liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 100 c.p.c.

    Richiamato quale disposizione espressiva del principio generale dell'interesse ad agire, applicabile al processo amministrativo tramite il rinvio esterno dell'art. 39, comma 1, c.p.a.

  • art. 39, comma 1, c.p.a.

    Consente il rinvio esterno alle norme del codice di procedura civile espressive di principi generali, tra cui il requisito dell'interesse ad agire.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo l'interesse a ricorrere richiede una concreta utilità personale, attuale e direttamente conseguibile dall'eventuale annullamento dell'atto; non è sufficiente l'interesse astratto alla legalità dell'azione amministrativa.
  • In materia urbanistico-edilizia, la mera vicinitas rispetto all'intervento o al manufatto non dimostra da sola l'interesse a ricorrere: il vicino deve allegare e provare una lesione concreta, anche solo potenziale, derivante dal mutato assetto del territorio.
  • L'interesse a ricorrere deve essere distinto dalla legittimazione: la vicinitas può concorrere a individuare il collegamento qualificato con il territorio, ma deve essere accompagnata dalla puntuale allegazione di un pregiudizio e dall'utilità concreta derivante dall'accoglimento della domanda.
  • Una generica deduzione secondo cui il degrado dell'area incide sul contesto territoriale o sul valore degli immobili limitrofi, se non provata e non collegata all'utilità dell'annullamento dell'atto impugnato, non è sufficiente a radicare l'interesse al ricorso.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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