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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7720/2025 del 25/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. per presunto errore di fatto: si censura la ricostruzione dei tempi relativa alla carcerazione del collaborante "Agostino" rispetto alla riammissione di Jerinò nella cosca. La difesa sostiene che l'arresto di Agostino sarebbe intervenuto solo nel luglio 2011 (a distanza di un anno e tre mesi dalla riammissione) e non pochi mesi dopo, come ritenuto dalla Corte, e che tale errore cronologico inficerebbe la valutazione della attendibilità delle dichiarazioni del collaborante e, quindi, la decisione di merito

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondata la doglianza perché il rimedio di cui all'art. 625-bis c.p.p. è finalizzato a correggere errori percettivi (svista o equivoco) decisivi e non può essere usato per censurare deduzioni valutative o il normale apprezzamento della prova svolto dalla Corte di merito e dalla Cassazione. Inoltre la sentenza di merito era sorretta da elementi autonomi di prova (intercettazione del 20 febbraio 2010 con la narrazione di Commisso e la valutazione critica sulle dichiarazioni di altri collaboranti), per cui anche ammesso un differente apprezzamento cronologico la decisione non sarebbe stata diversa. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali; non è stata accolta la richiesta di liquidazione delle spese avanzata dalla parte civile Panetta Nicodemo perché non risultava costituita parte civile per il reato di cui all'art. 416-bis.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio è ammesso solo per "errore di fatto" di tipo percettivo (svista o equivoco) che abbia inciso nella formazione della volontà decisoria e che sia decisivo, non per travisamenti del fatto o per questioni valutative della prova

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma sostanziale sul delitto di associazione di tipo mafioso; nel procedimento il reato contestato a Jerinò è stato valutato alla luce delle dichiarazioni e delle prove acquisite, con specifiche aggravanti e esclusioni indicate nella motivazione di merito

  • Giurisprudenza consolidata (principio interpretativo richiamato)

    "Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto... non può avere ad oggetto il travisamento del fatto o della prova, poiché l'istituto è funzionale a rimuovere i vizi di percezione delle pronunce di legittimità, e non anche quelli del ragionamento."

    La Corte ricorda che il rimedio non estende la sindacabilità delle valutazioni logiche e critiche sulla prova svolte dalla Corte di merito o dalla Cassazione

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è utilizzabile solo per errori percettivi evidenti (svista, equivoco) che, se corretti, avrebbero cambiato il decisum; non è lo strumento per rimettere in discussione valutazioni di merito o il normale esercizio del giudizio sulla prova
  • Quando si contesta una discrepanza cronologica relativa a dichiarazioni di collaboratori, occorre dimostrare che l'errore è decisivo e non meramente incidentale rispetto al complesso probatorio: la presenza di elementi di prova autonomi (es. intercettazioni) rende improbabile il successo del ricorso
  • Le argomentazioni difensive devono puntare a provare un errore percettivo specifico e rilevante per l'esito, non soltanto ad evidenziare possibili alternative interpretative dei fatti
  • Se la decisione impugnata poggia su più fonti di prova coerenti, la correzione di un singolo dato cronologico difficilmente determina la cassazione della pronuncia
  • Per aumentare le chance di accoglimento occorre indicare chiaramente quale passaggio motivazionale sarebbe stato diverso senza l'errore e dimostrare la sua incidenza sull'esito finale del giudizio

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