Sentenza n. 415/2026 - Catanzaro, Sezione 2
per la declaratoria dell'illegittimità del silenzio serbato dall'Amministrazione resistente nell'ambito del procedimento di assegnazione della Farmacia rurale sussidiata sita nel Comune di Laino Castello, corrente in Corso Sidonia Caracciolo, snc e già oggetto di rinuncia alla titolarità da parte del ricorrente, in particolare sull'istanza depositata in data 09/06/2023, reiterata con atto di diffida notificato a mezzo pec in data 20/03/2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato dalla Regione Calabria sull’istanza e sulla successiva diffida volte alla conclusione del procedimento di assegnazione in gestione provvisoria di una sede farmaceutica rurale sussidiata
Esito
Favorevole al resistente (regione)
La controversia
Il ricorrente, già titolare della sede farmaceutica rurale sussidiata sita nel Comune di Laino Castello e già rinunciatario alla titolarità, ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 117 c.p.a. per ottenere la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dalla Regione Calabria sull’istanza del 9 giugno 2023, reiterata mediante diffida notificata a mezzo PEC il 20 marzo 2025, diretta a ottenere la conclusione del procedimento di assegnazione in gestione provvisoria della sede farmaceutica. Nel corso del giudizio la Regione ha depositato documentazione, compresa la copia di un accordo raggiunto nell’estate del 2025 tra il ricorrente e l’assegnataria in prima gestione della sede, relativo anche all’indennità di avviamento.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa in camera di consiglio dal difensore del ricorrente circa la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. La definizione della vicenda mediante accordo bonario tra il ricorrente e l’assegnataria ha fatto venir meno l’interesse alla prosecuzione del giudizio sul silenzio. Le spese di lite sono state compensate, nonostante la richiesta del ricorrente di liquidarle in suo favore, in ragione della complessità della vicenda e della sua conclusione consensuale.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Disciplina il ricorso avverso il silenzio della pubblica amministrazione; il giudizio è stato proposto per ottenere la conclusione del procedimento amministrativo.
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Costituisce il fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nel quadro delle disposizioni applicate alla decisione.
Massime di principio
- Il ricorso avverso il silenzio è improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione e il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio.
- La sopravvenuta definizione consensuale della vicenda sostanziale controversa può determinare il venir meno dell’interesse alla decisione del ricorso contro il silenzio, anche quando l’accordo sia intervenuto tra il ricorrente e un soggetto privato coinvolto nel procedimento amministrativo.
- In presenza di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice dichiara l’improcedibilità del ricorso senza esaminare nel merito la legittimità del silenzio e può compensare le spese in ragione della complessità della vicenda e della sua definizione bonaria.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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