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Sentenza

Sentenza n. 7470/2026 - Roma, Sezione 2B

per l'annullamento del decreto del D.G. Dipartimento Salute e Servizi Sociali della regione Liguria n. 7967 del 14 dicembre 2022 avente ad oggetto “Ripiano per il superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici per agli anni 2015, 2016, 2017 e 2018. Individuazione delle aziende fornitrici e dei relativi importi di ripiano”, del Decreto del Ministero della Salute del 6 luglio 2022, del Decreto del Ministero della Salute del 6 ottobre 2022, nonché di ogni altro atto o provvedimento conseguente, antecedente o comunque connesso.

Giustizia amministrativa202302725

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto della Regione Liguria di individuazione dell'impresa fornitrice e dell'importo dovuto a titolo di ripiano del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici per gli anni 2015-2018, nonché decreti ministeriali presupposti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministeri)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa fornitrice di dispositivi medici ha impugnato il decreto del direttore generale del Dipartimento Salute e Servizi Sociali della Regione Liguria relativo al payback per il superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici negli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, insieme ai decreti del Ministero della Salute del 6 luglio 2022 e del 6 ottobre 2022 e agli atti connessi. Successivamente, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo effettuato il pagamento in misura ridotta mediante adesione al meccanismo di risoluzione delle controversie sul payback previsto dall'art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. n. 95/2025, convertito dalla l. n. 118/2025.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. La dichiarazione espressa della ricorrente, resa prima che la causa fosse trattenuta in decisione, ha impedito al giudice di esaminare il merito o di procedere d'ufficio, in applicazione del principio dispositivo in senso ampio. In assenza di repliche o diverse richieste delle controparti, il giudice ha dovuto prendere atto della rinuncia all'interesse alla decisione e dichiarare l'improcedibilità. Le spese di lite sono state compensate tra le parti per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio mediante dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato quale base processuale per la definizione della controversia con decreto o sentenza in relazione all'improcedibilità.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione all'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito dalla l. 8 agosto 2025, n. 118

    Prevede il meccanismo di risoluzione delle controversie relative al payback al quale la ricorrente ha aderito effettuando il pagamento in misura ridotta.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, la parte ricorrente conserva la disponibilità dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla pronuncia.
  • Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima della decisione, il sopravvenuto difetto di interesse e non vi sono repliche o diverse richieste delle controparti, il giudice deve limitarsi a prenderne atto e dichiarare l'improcedibilità, senza esaminare il merito d'ufficio né sostituirsi alla valutazione dell'interesse ad agire.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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