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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26451/2022 del 08/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Due motivi: 1) ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen., denuncia di violazione dell'art. 192 cod. proc. pen. per contraddittorietà e illogicità della sentenza in relazione all'elemento soggettivo del reato: il ricorrente sostiene di essere stato un mero prestanome senza conoscenza del disegno fraudolento; 2) ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen., censura per inosservanza dell'art. 99 cod. pen. (contestazione della qualificazione della recidiva reiterata infraquinquennale)

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile. Sul primo motivo la Corte di cassazione lo giudica generico perché non confronta criticamente le ragioni della condanna; conferma che la Corte d'appello aveva fornito ampia prova della consapevolezza dell'imputato nel perseguire il disegno fraudolento (distrazione di materiale per circa 300.000 euro, svuotamento del patrimonio societario, mancata tenuta di libri e scritture contabili per nascondere le risorse sottratte, dichiarazioni dell'imputato che autorizzavano trasferimenti, uso di generalità e documenti falsi attribuiti a un cugino). Il secondo motivo è ritenuto manifestamente infondato: la Corte d'appello ha correttamente applicato l'art. 99 cod. pen. individuando i presupposti formali e sostanziali della recidiva infraquinquennale. Conseguenze: confermata la condanna alle spese processuali e il pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Individua i motivi di impugnazione in cassazione; qui è richiamato per le lettere e) (contraddittorietà/illogicità) e b) (inosservanza di norme sostanziali). La Corte ha ritenuto i motivi posti sotto tali lettere inadeguati o infondati.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il principio del giudizio motivato e la necessità di motivazione in ordine alle risultanze probatorie; il ricorrente invocava violazione per presunta contraddittorietà su punto riguardante l'elemento soggettivo, ma la Cassazione ha ritenuto che la decisione di merito fosse adeguatamente motivata.

  • art. 99 cod. pen.

    Regola la recidiva; la Corte d'appello ha correttamente accertato i presupposti formali e sostanziali della recidiva reiterata infraquinquennale e la Cassazione non ha ravvisato errore nella sua applicazione.

Massime di principio

  • In sede di cassazione la mera riaffermazione della propria versione dei fatti senza un confronto critico e specifico con la motivazione di merito è in genere insufficiente e può comportare l'inammissibilità o il rigetto del ricorso.
  • Gli indizi concreti (trasferimenti di denaro autorizzati, distrazione di beni, svuotamento del patrimonio, mancata tenuta delle scritture contabili, uso di documenti falsi) possono essere ritenuti dalla giurisprudenza come prova della consapevolezza e della partecipazione al disegno fraudolento.
  • La qualificazione della recidiva richiede l'analisi dei presupposti formali e sostanziali: contestazioni generiche sull'applicazione dell'art. 99 cod. pen. senza dimostrare un errore concreto nell'accertamento dei presupposti difficilmente prevarranno in cassazione.
  • Per impugnare efficacemente una sentenza è necessario indicare specifici vizi logico-giuridici della motivazione di merito, mostrando perché le argomentazioni del giudice non reggono o sono contraddittorie rispetto alle prove.
  • La dichiarazione di inammissibilità comporta anche conseguenze economiche per il ricorrente, quali le spese processuali e, se disposte, somme alla Cassa delle ammende.

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