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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 04188/2026 del 02/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la misura cautelare in carcere per corruzione in atti giudiziari e concorso in falsa testimonianza. La difesa ha articolato sei motivi tra cui: incompetenza territoriale (si sostiene che la competenza dovesse essere di Sassari per accrediti su carta Postepay con IBAN), nullità e carenza motivazionale dell'ordinanza per mancata indicazione delle esigenze cautelari e dei reati della stessa specie a cui riferire il pericolo di recidiva, mancanza di concretezza e attualità del pericolo di reiterazione, omessa valutazione dell'adeguatezza di misure meno afflittive (arresti domiciliari con braccialetto), e violazione del principio di proporzionalità tenuto conto dell'incensuratezza dell'indagata.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati tutti i motivi: (1) la competenza territoriale è correttamente radicata dove si è verificata l'ultima dazione illecito (ultima ricarica della Postepay effettuata da Ghilarza, nel circondario di Oristano) e, in caso di versamenti frazionati riconducibili a un unico patto corruttivo, il reato si consuma con l'ultima dazione; (2) il pericolo di recidiva è stato valutato correttamente sulla base di plurime condotte e tentativi di reclutamento di altri testi, dell'uso della posizione di dipendente postale per occultare i trasferimenti e della capacità di predisporre documentazione e influenzare testimonianze; tali elementi giustificano la misura carceraria come proporzionata e necessaria rispetto a misure meno afflittive; (3) l'attualità e concretezza del pericolo sono ricavate dalla valutazione prognostica dei comportamenti e delle modalità realizzative; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 279 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa in tema di incompetenza territoriale; la Corte ha invece applicato i principi di consumazione del reato di corruzione per determinare la competenza.

  • art. 274 lett. c) cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione ai requisiti dell'ordinanza cautelare; la Corte ha ritenuto la motivazione sufficiente rispetto alle esigenze cautelari indicate.

  • art. 292 comma 2 lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamata dalla difesa per contestare la forma e il contenuto della motivazione; la Corte ha considerato che gli elementi indicati nel provvedimento consentivano adeguata valutazione del pericolo di reiterazione.

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione ai limiti della motivazione e alle esigenze cautelari; la Corte ha ritenuto adempiuti gli obblighi motivazionali prescritti.

  • art. 377 cod. pen.

    Men­zionato dalla difesa come reato eventualmente ravvisabile nel caso di subornazione di testi; la Corte ha osservato che corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza hanno limiti edittali che consentono la custodia cautelare, e ha fondato la valutazione sul quadro fattuale emergente.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 15208 del 25/2/2010 (Mills) e Sez.6, n. 40347 del 02/07/2018 (Berlusconi)

    Principio secondo il quale la corruzione si consuma con l'ultima dazione, perciò la competenza territoriale si individua nel luogo dell'ultima dazione.

  • Giurisprudenza: Sez.6, n. 2231 del 14/10/2024 (dep. 2025, PG De Vivo)

    Richiamata dalla difesa con riferimento alla configurabilità del reato di corruzione in atti giudiziari; la Corte ha posto attenzione alla possibilità di anticipazione probatoria e alla valutazione prognostica nel giudizio cautelare.

Massime di principio

  • Per il reato di corruzione la competenza territoriale si determina, quando vi sia una dazione, dal luogo e momento dell'ultima dazione: pagamenti frazionati riconducibili a un unico accordo si considerano parte di un unico fatto consumatosi con l'ultima erogazione.
  • Se il pagamento è immediatamente disponibile e irreversibile (es. bonifico istantaneo o accredito su carta con funzionalità IBAN), il luogo di disposizione del pagamento può radicare la competenza territoriale; il giudice valuta concretamente la tecnica di pagamento usata.
  • Il pericolo di recidiva per misure cautelari può essere fondato anche su condotte e modalità organizzative e sulla capacità di reiterare l'offesa (tentativi di reclutamento, uso di posizioni professionali per occultare trasferimenti, predisposizione di documentazione falsificata), non solo su condanne o processi in fase di dibattimento.
  • L'attualità del pericolo non richiede eventi imminenti ma una valutazione prognostica basata sui comportamenti e sulle modalità dei fatti attribuiti rispetto alla situazione attuale dell'indagato.
  • Le misure meno afflittive (arresti domiciliari, misure elettroniche) devono essere espressamente valutate e ritenute inidonee con motivazione specifica; tuttavia, se la gravità, la pervicacia e le modalità criminali rendono probabile la reiterazione, la custodia cautelare può risultare proporzionata anche per indagati incensurati.
  • La difesa può sollevare questioni di competenza territoriale basate sulla tecnica di pagamento, ma il principio della consumazione al momento dell'ultima dazione resta centrale per reati a schema duplice come la corruzione in atti giudiziari.

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