Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40562/2022 del 26/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduce la violazione del divieto di reformatio in peius: la Corte di appello, pur avendo accolto i motivi di impugnazione relativi all'erroneo computo degli aumenti per continuazione, avrebbe indebitamente rideterminato complessivamente la pena anziché limitarsi a decurtare dalla pena di primo grado gli aumenti erroneamente applicati, potendo così peggiore la posizione del ricorrente rispetto al divieto di reformatio in peius

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto legittima la rideterminazione della pena da parte della Corte di appello: quest'ultima ha corretto errori materiali nel calcolo degli aumenti per continuazione ed ha ricalcolato la pena complessiva sulla base della determinazione dei singoli segmenti effettuata dal giudice di primo grado, escludendo due aumenti erronei. La quantificazione finale è risultata comunque inferiore rispetto alla pena inflitta in primo grado. Condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di €3.000,00 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020

    ha disposto che il procedimento sia trattato in forma cartolare; menzionata come norma procedurale relativa alla modalità di trattazione del ricorso

  • art. 7, d.l. 23 luglio 2021, n. 105

    richiamato insieme al d.l. n.137/2020 quale norma che disciplina la forma di trattazione cartolare del procedimento

  • art. 619, comma 2, cod. proc. pen.

    la Corte di cassazione provvede direttamente alla correzione degli errori di computo relativi alla pena irrogata, senza necessità di pronunciare l'annullamento con rinvio

    principio indicante che i giudici di grado superiore possono correggere errori materialmente legati al calcolo della pena senza rinviare; principio analogo applicato alla Corte di appello nel ricalcolo della pena quando la determinazione è devoluta al suo esame

  • Giurisprudenza (Sez. U., n. 40910 del 27/09/2005, William Morales, Rv. 232066)

    afferma che il divieto di reformatio in peius riguarda non solo l'entità complessiva della pena ma anche gli elementi autonomi che concorrono alla sua determinazione; tuttavia il giudice d'appello può intervenire sulla quantificazione se la questione è devoluta e senza peggiorare la posizione del condannato

Massime di principio

  • Il divieto di reformatio in peius vieta che, a seguito di impugnazione del solo condannato, la situazione soggettiva del medesimo peggiori: pertanto la pena complessiva non può risultare aumentata rispetto a quella di primo grado
  • Se l'appello investe la determinazione della pena (o il motivo devolve tale questione), il giudice d'appello può rideterminare la pena correggendo errori materiali o di computo e ricalcolando gli aumenti e le pene base, purché l'operazione non comporti un peggioramento della posizione complessiva del ricorrente
  • La correzione di errori di calcolo (computo degli aumenti, errori materiali nel dispositivo) è ammessa anche d'ufficio dal giudice superiore e dalla Cassazione (art.619 c.p.p. comma 2), senza necessità di annullamento con rinvio
  • Nel ricalcolo della pena il giudice deve attenersi agli elementi già fissati e non contestati dall'appello (pena base e aumento per continuazione per i singoli capi), eliminando solo gli aumenti illegittimamente computati; qualsiasi rielaborazione non può trasformare elementi autonomi in senso peggiorativo
  • In caso di dubbio sulla correttezza del computo, conviene verificare: a) quali elementi della determinazione della pena sono stati devoluti con l'impugnazione; b) se gli errori sono materiali (computo) o di merito; c) che la pena finale non sia superiore a quella di primo grado

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.