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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2156/2025 del 17/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza di condanna per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. In primo grado e in appello erano stati contestati: 1) il difetto di giurisdizione (il trasporto sarebbe partito dalla Grecia su nave greca e il fatto sarebbe avvenuto ad Atene); 2) l'insufficienza e contraddittorietà delle prove testimoniali e delle chiamate di correità, con specifiche censure sulle dichiarazioni di Marraffa, Minervino e Piazzolla e sull'utilizzabilità della relazione di servizio richiamata dal teste Repetto; 3) l'asserita inosservanza di norme processuali e la mancanza di adeguata motivazione da parte della Corte d'Appello; 4) la mancata concessione dell'attenuante di cui all'art.114 c.p. e del beneficio della sospensione condizionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato, confermando la sentenza della Corte d'Appello di Bari che aveva confermato la condanna del Tribunale. Motivazione essenziale: si è rilevata la presenza di una "doppia conforme" (giudizio di appello che aderisce alle valutazioni del primo grado), le dichiarazioni incriminanti risultano convergenti e riscontrate da elementi esterni (intercettazioni, atti irripetibili), la mancata menzione puntuale di tutte le critiche difensive non costituisce vizio quando la decisione complessiva renda comunque impossibile una valida alternativa; inoltre è stato ritenuto ammissibile il racconto rese dall'ispettore di polizia circa attività investigative svolte da colleghi, in linea con la giurisprudenza di legittimità. Di conseguenza la condanna (pena di quattro anni e otto mesi e multa di 180.000 euro) è stata confermata e le richieste difensive rigettate.

Norme richiamate

  • D.Lvo n. 286 del 1998, art. 12, commi 3, 3-bis, 3-ter

    art. 12, commi 3, lett. a), b), c) e d), 3-bis e 3-ter lett. b), D.Lvo n. 286 del 1998

    Norma sul favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: applicata per la condanna dell'imputato in quanto l'attività di organizzazione e altri atti diretti a procurare l'ingresso illegale sono stati ritenuti posti in essere anche parzialmente sul territorio italiano.

  • Codice penale, art. 114

    Richiesta come circostanza attenuante dall'imputato: la corte di merito l'ha esclusa per il ruolo ritenuto rilevante dell'imputato nell'organizzazione del reato.

  • Codice di procedura penale, art. 606, lett. e)

    art. 606, lett. e), cod. proc. pen.

    Base per il motivo di ricorso in Cassazione relativo a carenze della motivazione: la Corte ha ritenuto che non vi fosse vizio perché la motivazione complessiva (doppia conforme) copriva le critiche e non era necessario confutare ogni singola doglianza.

  • Codice di procedura penale, art. 606, lett. b)

    art. 606, lett. b) cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione a profili di violazione di norme di diritto/processuali e manifesta illogicità della motivazione: la Cassazione ha ritenuto che le censure richiedessero una rivalutazione di merito non consentita in sede di legittimità.

  • Codice di procedura penale, art. 530, comma 2

    art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente per vizi procedurali; la Corte ha ritenuto infondata la contestazione, in quanto non emergono vizi tali da compromettere la validità del giudizio di merito.

  • Codice di procedura penale, art. 195, comma 4

    art. 195, comma 4, cod. proc. pen.

    Discute il divieto di testimonianza indiretta: la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui l'ufficiale/agente di polizia giudiziaria può riferire attività investigative svolte da altri nello stesso contesto senza violare il divieto, rendendo utilizzabile la deposizione di Repetto che riferiva su una relazione di servizio redatta da altri.

Massime di principio

  • La "doppia conforme" consolida le valutazioni probatorie: quando la sentenza di appello aderisce alle ragioni del primo grado la Cassazione valuta la motivazione nel suo complesso e non richiede la confutazione punto per punto di ogni doglianza.
  • La Corte di legittimità non svolge un sindacato di merito: le critiche che chiedono una rivalutazione delle prove o una diversa interpretazione dei fatti vengono normalmente respinte se non emerge una macroscopica illogicità o chiara violazione di diritto.
  • Le dichiarazioni di correità convergenti, se supportate da riscontri esterni (intercettazioni, atti irripetibili, riscontri oggettivi), possono sorreggere una condanna anche in presenza di dichiarazioni parzialmente contraddittorie di altri testimoni.
  • La testimonianza di un ufficiale o agente di polizia che riferisca attività investigative svolte da colleghi può essere ammessa senza violare il divieto di testimonianza indiretta, purché non si tratti di trasmissione di mere dichiarazioni altrui ma di riferimenti a fatti di indagine nello stesso contesto operativo.
  • Per contestare la giurisdizione in reati di immigrazione occorre dimostrare in modo chiaro che tutte le fasi essenziali del reato si siano svolte esclusivamente all'estero; atti parziali realizzati in Italia (organizzazione, reperimento veicoli, imbarco/sbarco) possono fondare la giurisdizione italiana.
  • L'omissione di una risposta puntuale a tutte le deduzioni difensive non è automaticamente vizio motivazionale se la decisione complessiva esclude seriamente alternative interpretative: la motivazione deve esporre gli elementi determinanti del convincimento, non necessariamente rispondere a ogni obiezione minore.

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