Sentenza del 12/06/2018 n. 2668 - Comm. Trib. Prov. Milano
Accertamento analitico-induttivo - Accertamento induttivo puro - Ristorazione con somministrazione - Studio di settore - Tovagliometro - Percentuali di sfrido - Rilevano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società ha contestato un accertamento analitico-induttivo fondato sull'applicazione dello studio di settore e sul cosiddetto "tovagliometro", cioè sulla ricostruzione dei coperti e dei ricavi presumibilmente realizzati in base agli acquisti di tovagliette e tovaglioli di carta. La contestazione riguardava l'affidabilità di tali elementi, poiché il quantitativo acquistato non dimostra automaticamente né l'immediato utilizzo della merce né il numero effettivo di coperti serviti. Possono infatti incidere la formazione di scorte, il deterioramento o l'usura dei prodotti, il loro utilizzo plurimo e percentuali di sfrido variabili. Tali fattori possono dipendere anche dalle condizioni atmosferiche, dalla stagionalità e dalla distinzione tra tavoli all'aperto e ambienti chiusi.
La decisione
La ricostruzione induttiva basata esclusivamente o prevalentemente sugli acquisti di tovagliette e tovaglioli e su percentuali di sfrido predeterminate è stata ritenuta non sufficientemente attendibile. Il dato degli acquisti, considerato in termini assoluti, non consente di determinare automaticamente il numero dei coperti né i ricavi conseguiti, dovendo essere valutato insieme alle concrete modalità di esercizio dell'attività e ad altri elementi probatori. L'accertamento fondato su tale metodologia non può quindi reggere se l'Amministrazione non dimostra adeguatamente l'effettiva corrispondenza tra consumi stimati, coperti e ricavi.
Norme richiamate
Accertamento analitico-induttivo
L'accertamento deve fondarsi su presunzioni dotate di gravità, precisione e concordanza e non può derivare automaticamente da un singolo indicatore privo di adeguata verifica concreta.
Accertamento induttivo puro
Anche nell'accertamento induttivo, la ricostruzione del reddito non può basarsi su dati meramente astratti o su coefficienti non adeguatamente adattati alle caratteristiche specifiche dell'impresa.
Studi di settore
Lo studio di settore costituisce uno strumento presuntivo e deve essere integrato da elementi concreti e dal contraddittorio con il contribuente; non è sufficiente, da solo, a dimostrare l'ammontare effettivo dei ricavi.
Tovagliometro e percentuali di sfrido
Gli acquisti di tovagliette e tovaglioli possono essere utilizzati come indizi, ma non provano automaticamente il numero dei coperti o dei ricavi. Occorre considerare scorte, deterioramento, riutilizzo, stagionalità, condizioni atmosferiche e diversa organizzazione dei tavoli interni ed esterni.
Massime di principio
- Un accertamento basato su un singolo parametro materiale, come il consumo di tovaglioli o tovagliette, deve essere verificato alla luce della concreta organizzazione dell'attività e non può tradursi automaticamente in una presunzione di ricavi occultati.
- Gli indicatori presuntivi sono utilizzabili solo se accompagnati da una motivazione analitica che spieghi perché, nel caso specifico, il dato considerato corrisponda effettivamente ai consumi e ai ricavi stimati.
- Scorte di magazzino, sprechi, deterioramento, riutilizzo, stagionalità, condizioni meteorologiche e differenze tra locali interni ed esterni possono giustificare scostamenti rispetto ai coefficienti standard.
- Il contribuente può contrastare la ricostruzione induttiva fornendo documentazione e spiegazioni concrete sulle modalità di acquisto, conservazione e utilizzo dei materiali e sulle caratteristiche specifiche dell'esercizio.
- Gli studi di settore e gli altri strumenti standardizzati non sostituiscono l'analisi della realtà aziendale e devono essere valutati insieme ad altri elementi, nel rispetto del contraddittorio e della motivazione dell'atto.
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