Cassazione Penale, Ordinanza n. 16193/2025 del 29/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La sentenza impugnata riguardava una condanna per evasione. Il ricorrente deduceva un vizio di motivazione in ordine all'affermazione di penale responsabilità, contestando in particolare la durata e le ragioni dell'allontanamento dal luogo di restrizione. La Corte di cassazione ha ritenuto che la censura esulasse dal sindacato di legittimità, osservando che la Corte territoriale aveva motivato in modo logico, coerente e puntuale, dando conto dei tempi e delle modalità dell'intervento degli operanti sia presso il luogo di lavoro, dove l'imputato era autorizzato a recarsi, sia presso l'abitazione in cui era sottoposto agli arresti domiciliari.
Norme richiamate
Norma incriminatrice dell'evasione; la condanna di merito era riferita a tale reato.
È il riferimento testuale al reato oggetto della condanna impugnata.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità, la censura di vizio di motivazione è inammissibile quando pretende una rivalutazione del merito, se la sentenza impugnata contiene una motivazione logica, coerente e puntuale sulle circostanze decisive.
- Ai fini della configurabilità dell'evasione, è rilevante la verifica dei tempi e delle modalità dell'allontanamento dal luogo di restrizione, nonché del contesto in cui l'intervento degli operanti è avvenuto.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Come è indicizzato
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