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Sentenza

Sentenza del 22/07/2020 n. 2344 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Finanza locale - Ici Imu - Agevolazioni - Imprese costruttrici - Esenzione dei fabbricati-merce - Indicazione in dichiarazione per i soggetti passivi Imu - Obbligo dichiarativo - Possesso dei requisiti prescritti dalle norme - Attestazione nel modello di dichiarazione - Informazioni essenziali per verificare pagamento dell'imposta - Elementi già in possesso del Comune.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Avviso di accertamento IMU per presunta imposta non versata, fondato sul mancato rispetto dell'obbligo di presentare la dichiarazione IMU necessaria per beneficiare dell'esenzione relativa ai fabbricati-merce destinati alla vendita (richiamata la decadenza prevista dal d.l. n. 102/2013, art. 2, comma 5-bis).

La decisione

L'avviso di accertamento è stato ritenuto illegittimo: la decadenza del beneficio non sussisteva perché il Comune era già in possesso della documentazione e delle informazioni necessarie per verificare che la società possedeva i requisiti per l'esenzione, o comunque poteva acquisirle agevolmente mediante consultazione delle banche dati. Di conseguenza, la mancata presentazione formale della dichiarazione IMU è risultata irrilevante ai fini dell'applicazione dell'esenzione. Si è richiamato anche l'art. 6 della l. n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente) sul dovere dell'amministrazione di utilizzare le informazioni in suo possesso e di semplificare gli adempimenti.

Norme richiamate

  • d.l. n. 102/2013

    La norma contiene la previsione di decadenza del beneficio in caso di mancata dichiarazione; tuttavia la sua applicazione è limitata quando l'amministrazione è già in possesso degli elementi necessari per verificare i requisiti dell'esenzione o può ottenerli agevolmente dalle banche dati.

  • l. 160/2019 (legge di Bilancio 2020)

    art. 1, comma 769 e comma 751

    Richiamata a titolo di riferimento per il quadro normativo IMU/agevolazioni; conferma il contesto normativo di riferimento sulle regole applicabili alle esenzioni e alle dichiarazioni, senza prevalere sull'obbligo di verifica amministrativa quando le informazioni sono già disponibili.

  • l. n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

    Stabilisce il principio della conoscenza degli atti e della semplificazione: l'amministrazione ha il dovere di utilizzare le informazioni in suo possesso e le banche dati per verificare i requisiti del contribuente, riducendo l'onere dichiarativo quando i dati sono già disponibili.

Massime di principio

  • L'obbligo formale di presentare la dichiarazione per ottenere un'esenzione IMU può essere irrilevante se l'ente impositore dispone già delle informazioni necessarie per verificare i requisiti.
  • Il Comune ha il dovere di consultare le banche dati e le proprie fonti prima di emettere un avviso di accertamento: non può far valere automaticamente la decadenza se poteva accertare la situazione con mezzi propri.
  • Il contribuente che si trovi in una situazione analoga deve documentare e dimostrare che le informazioni sul possesso dei requisiti erano conoscibili o erano già in possesso dell'amministrazione (es. pratiche edilizie, visure catastali, atti in mano al Comune).
  • In caso di contestazione, vale richiamare lo Statuto dei diritti del contribuente (art. 6) per sostenere che l'amministrazione doveva verificare autonomamente i dati prima di negare l'agevolazione.
  • Per gli enti locali: prima di notifica di avvisi, è opportuno verificare internamente le banche dati e gli atti in possesso per evitare accertamenti illegittimi e contenziosi.
  • La giurisprudenza tende a favorire la sostanza rispetto alla forma quando la finalità della norma (verificare i requisiti dell'esenzione) può essere soddisfatta con i dati già disponibili all'amministrazione.

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