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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3677/2022 del 01/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente contestava la sentenza di condanna in assenza (rapina aggravata, 25/08/2014) sostenendo di non aver mai avuto reale conoscenza del procedimento: pur avendo eletto domicilio presso l'avv. Oscar Bresciani in occasione della perquisizione (26/08/2014), il difensore rinunciò al mandato per mancanza di rapporto fiduciario e non vi fu alcun contatto successivo né notifiche personali all'imputato. Pertanto non si sarebbe realizzata la "certezza della conoscenza" dell'accusa e della data dell'udienza (vocatio in iudicium), condizione necessaria per la validità del giudizio in sua assenza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per rescissione del giudicato: ha ritenuto corretta la qualificazione del ricorso ai sensi dell'art. 625 ter cod. proc. pen. (la sentenza impugnata era divenuta definitiva prima della riforma del 2017), ha accertato l'assenza di prova che Loffredo avesse avuto la certezza della conoscenza dell'accusa e dell'udienza e ha annullato la sentenza del Tribunale di Brescia disponendo il rinvio per un nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 625 ter cod. proc. pen.

    Norma applicata alla rescissione del giudicato per sentenze diventate definitive prima della riforma del 2017; disciplina la competenza della Corte di Cassazione per tali ricorsi.

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Introdotto dalla legge n. 103/2017 per trasferire la competenza in materia di rescissione del giudicato alla Corte d'appello; qui richiamato per spiegare il criterio temporale di applicazione della disciplina ma non applicato perché la sentenza era passata in giudicato prima della riforma.

  • legge 23 giugno 2017 n. 103

    Ha abrogato l'art. 625 ter e introdotto l'art. 629-bis; la Corte ricorda che, in assenza di disposizioni transitorie, per individuare la norma applicabile si fa riferimento al momento della pronuncia della sentenza impugnata (tempus regit actum).

  • Sez. U, n. 23948 del 28/11/2019 (Ismail)

    "l'intera configurazione normativa del processo in assenza... postula che il giudice abbia acquisito la certezza della conoscenza, da parte dell'imputato, dell'accusa elevata e della data di udienza"

    Principio secondo cui l'effettiva conoscenza del procedimento si deve riferire a un provvedimento formale di vocatio in iudicium; l'elezione di domicilio nelle indagini non basta se non segue la notifica dell'atto introduttivo nel luogo eletto.

  • Sez. U, n. 27614 del 29/03/2007 (Lista)

    Orientamento che applica il principio tempus regit actum: per stabilire la disciplina processuale applicabile quando le norme cambiano nel tempo si fa riferimento al momento della pronuncia del provvedimento impugnato.

  • Sez. 6, n. 21997 del 18/06/2020 (Cappelli) e Sez. 5, n. 19949 del 06/04/2021 (Olguin)

    Giurisprudenza che conferma l'insufficienza della mera elezione di domicilio nelle indagini a dimostrare la conoscenza dell'accusa e della data dell'udienza se non segue la notifica dell'atto processuale nel luogo eletto.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio resa nella fase delle indagini non basta, di per sé, a dimostrare che l'imputato abbia avuto la "certezza" della conoscenza dell'accusa e della data dell'udienza: è necessaria la notifica del provvedimento vocatorio (atto introduttivo) nel luogo eletto.
  • Per valutare la disciplina processuale applicabile (es. quale organo è competente per il ricorso) si fa riferimento al momento di pronuncia della sentenza impugnata (principio tempus regit actum), non al momento in cui l'interessato ha avuto conoscenza del provvedimento.
  • La rescissione del giudicato per sentenza in absentia è ammissibile quando manca la prova che l'imputato abbia effettivamente conosciuto l'accusa e la data di udienza e non si sia volontariamente sottratto al processo.
  • Quando un difensore nominato rinuncia al mandato per mancanza di rapporto fiduciario e non intervengono ulteriori contatti o notifiche all'imputato, le notifiche effettuate al difensore originario non possono automaticamente essere considerate efficaci a far decadere il diritto di difesa dell'imputato.
  • In caso di dubbio sulla regolarità delle notifiche o sulla effettiva conoscenza del procedimento da parte dell'imputato, i giudici tendono ad annullare la sentenza in absentia e a disporre un nuovo giudizio per garantire il rispetto del giusto processo.

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