Cassazione Penale, Sentenza n. 37903/2024 del 15/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Trani che aveva ammesso Amorese alla sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, eccependo l'erronea individuazione del giudice competente per l'esecuzione ai sensi dell'art. 665 cod. proc. pen.: la Corte d'appello di Bari, avendo riformato la sentenza di primo grado (escludendo la continuazione fra i reati e riformulando la qualificazione della fattispecie), sarebbe il giudice competente. Amorese aveva a sua volta impugnato sostenendo la preclusione processuale richiamando l'art. 649 cod. proc. pen., dato che in un precedente procedimento era già stato ammesso a pena sostitutiva (art. 20bis c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Procuratore: ha applicato l'art. 665 cod. proc. pen. e ha concluso che la sentenza di appello del 13 aprile 2022 ha modificato la struttura del reato (esclusione della continuazione e diversa qualificazione dell'aggravante), sicché la competenza per l'esecuzione spetta alla Corte d'appello di Bari. Per tale motivo l'ordinanza del Tribunale di Trani è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Bari. Il ricorso del condannato Amorese è stato assorbito.
Norme richiamate
art. 665 cod. proc. pen.
La competenza per l'esecuzione è del giudice che ha deliberato il provvedimento; se la sentenza d'appello ha riformato la decisione non limitandosi alla pena, alle misure di sicurezza o alle disposizioni civili, allora la competenza passa alla Corte d'appello. La Cassazione ha interpretato la riforma operata in appello come modifica strutturale rilevante ai fini della competenza.
art. 649 cod. proc. pen.
Richiamato dal condannato per dedurre la preclusione processuale rispetto a successive decisioni sull'esecuzione; tuttavia la Corte ha dato priorità alla questione di competenza e ha ritenuto assorbita la censura basata su art. 649.
art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (norma transitoria)
Citata in relazione alla competenza del giudice dell'esecuzione per le domande di sanzioni sostitutive nei procedimenti pendenti in Cassazione all'entrata in vigore del decreto; il Tribunale di Trani aveva fondato il provvedimento anche su tale norma.
art. 20bis cod. pen.
Norma sulla pena sostitutiva richiamata perché in un precedente procedimento Amorese era stato ammesso a tale misura; da qui l'eccezione di preclusione.
art. 219 legge fallimentare
art. 219, comma secondo (richiamato nel testo)
La qualificazione della fattispecie collegata a questa norma è stata trattata in appello come aggravante e non come reato autonomo; tale riclassificazione ha inciso sulla struttura della sentenza di merito.
art. 81, comma secondo, cod. pen.
Rilevante nella motivazione della Corte di Cassazione: le valutazioni necessarie per individuare la violazione piu' grave e bilanciare circostanze possono comportare modificazioni strutturali rilevanti ai fini della competenza per l'esecuzione.
Massime di principio
- Se la sentenza d'appello modifica la struttura del reato (per esempio escludendo la continuazione o riclassificando il fatto), la competenza per l'esecuzione passa alla Corte d'appello ai sensi dell'art. 665 c.p.p.; non si tratta di una mera modifica della pena.
- La competenza per l'esecuzione resta al giudice di primo grado solo quando la riforma in appello abbia riguardato esclusivamente la pena, le misure di sicurezza o le disposizioni civili.
- Le eccezioni di preclusione processuale (es. art. 649 c.p.p.) possono essere valutate, ma non prevalgono se sussiste una questione preliminare di competenza che assorbe i restanti motivi del ricorso.
- In caso di conflitto o dubbio sulla competenza, occorre verificare la portata della riforma operata dalla sentenza d'appello: se incide sulla struttura sostanziale dei reati coinvolti, procedere alla trasmissione degli atti al giudice d'appello competente.
- Per valutare la competenza è utile ricostruire la cronologia delle pronunce (date di irrevocabilità) e verificare se la riforma abbia riguardato solo la determinazione della pena o anche la qualificazione/continuazione dei reati.
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