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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32120/2023 del 25/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente chiedeva la riparazione per ingiusta detenzione relativa a un arresto per il trasporto di quasi 4 kg di cocaina, successivamente assolta nel merito per non aver commesso il fatto. La Corte d'appello di Roma aveva respinto la richiesta di riparazione ritenendo che la donna avesse tenuto un comportamento di "ingiustificabile leggerezza" (non essendosi interrogata sulle circostanze del viaggio: uso dell'auto solo in andata, pernottamento nell'abitacolo, ignoranza del nome dell'albergo). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso avverso l'ordinanza di reiezione. La ricorrente ha proposto ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. denunciando errore di fatto per la presunta inesatta percezione da parte della Corte di Cassazione delle dichiarazioni rese durante l'interrogatorio di convalida (cioè che avrebbe invece riferito il pernottamento in auto) e chiedendo, in subordine, di sollevare questione di legittimità costituzionale dell'art. 625-bis se necessario.

La decisione

Il ricorso straordinario è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha richiamato l'orientamento consolidato secondo cui il ricorso ex art. 625-bis è esperibile, di regola, solo dal condannato irrevocabilmente; ha ritenuto che l'errore denunciato non fosse un errore di fatto decisivo ma una valutazione (errore di giudizio) e comunque irrilevante ai fini della decisione, poiché la decisione impugnata si fondava sulla complessiva condotta della ricorrente (tra cui il pernottamento in auto) e non su una mera omissione formale. Non è stata sollevata questione di legittimità costituzionale ritenuta rilevante. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e a versare un'ammenda di euro 3.000 per responsabilità nella proposizione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il ricorso straordinario per errore di fatto è previsto per il "condannato" e, secondo la Corte, la legittimazione soggettiva non si estende alla generale ipotesi dell'assolto che chiede riparazione per ingiusta detenzione; inoltre il rimedio è limitato agli errori di fatto decisivi e non alle valutazioni giurisdizionali.

  • art. 568, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiama il principio che il diritto d'impugnazione spetta solo a chi la legge espressamente indica, ostando a interpretazioni analogiche che estendano la legittimazione oltre i soggetti testualmente previsti.

  • art. 134, comma 1, ultimo periodo, cod. proc. pen.

    Norma richiamata come presupposto per valutare la "condizione ostativa" alla riparazione per ingiusta detenzione quando la condotta del richiedente abbia comportato una grave negligenza rispetto alla causa della custodia.

  • artt. 314 e 315 cod. proc. pen.

    Richiamati per ricostruire l'iter procedimentale relativo all'arresto e alla convalida affrontati nel processo di merito.

  • Legge 11 marzo 1953, n. 87, artt. 23 e 24

    Disciplina la sindacabilità incidentale di questioni di legittimità costituzionale: la questione può essere sollevata solo se non manifestamente infondata e rilevante ai fini della decisione; la Corte ha ritenuto che la questione prospettata non fosse rilevante nel caso concreto.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis cod. proc. pen. è, di regola, riservato al condannato irrevocabile; chi è stato assolto trova limitate possibilità di impugnazione con questo rimedio.
  • Per essere utile ai fini dell'art. 625-bis l'errore deve essere un vero "errore di fatto" decisivo, ossia tale da aver determinato una pronuncia diversa se non si fosse verificato; le valutazioni giurisdizionali non rientrano nel novero degli errori di fatto.
  • La mera inesattezza o omissione nella riproduzione di singoli elementi fatti (es. dichiarazioni rese in interrogatorio) è irrilevante se la decisione è basata su un quadro probatorio complessivo che converrebbe comunque nella stessa conclusione.
  • Non è sufficiente proporre una questione di legittimità costituzionale: questa va sollevata solo se non manifestamente infondata e rilevante per la decisione; un ricorso che non soddisfi tali requisiti sarà respinto senza esaminare la questione costituzionale.
  • Chi propone ricorsi manifestamente infondati o privi dei presupposti può essere condannato alle spese e a provvedimenti sanzionatori (es. ammende): valutare con attenzione l'ammissibilità e l'incidenza dell'errore denunciato prima di proporre il rimedio.
  • Nelle richieste di riparazione per ingiusta detenzione è fondamentale dimostrare che non sussisteva alcun comportamento che possa essere valutato come ostativo (grave negligenza) rispetto alla custodia subita; l'esistenza di elementi che avrebbero dovuto far dubitare al richiedente della natura del viaggio può pregiudicare l'accoglimento.

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