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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33951/2023 del 02/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale della Libertà che aveva confermato la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria applicata dal GIP di Catanzaro per il reato di cui all'art. 73 D.P.R. 309/1990 (cessione di 5 grammi di cocaina a Fortunato Tripodi, presunto mancato pagamento). Il ricorrente ha dedotto quattro motivi: 1) insufficienza della gravità indiziaria (le intercettazioni citano Mete solo di riflesso e mancavano riscontri diretti); 2) incompetenza territoriale e funzionale del GIP di Catanzaro (il reato ascritto a Mete è monosoggettivo e non dovrebbe concorrere alla competenza distrettuale attratta dall'art. 51, comma 3-bis c.p.p. relativa ai reati associativi contestati ad altri); 3) vizio di motivazione sulla mancata applicazione della fattispecie di lieve entità ex art. 73, comma 5 D.P.R. 309/1990 (quantitativo compatibile, secondo il ricorrente, anche con destinazione al consumo personale); 4) mancata motivazione sull'attualità delle esigenze cautelari (fatto del 2019, indagato incensurato, assenza di rapporti con altri indagati).

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso quanto al secondo motivo (incompetenza funzionale). Ha ritenuto carente la motivazione del Tribunale del Riesame nella parte in cui non ha spiegato in che senso il reato monosoggettivo attribuito a Mete fosse connesso con il reato associativo che radicava la competenza distrettuale. La Corte ha richiamato che l'effetto 'vis attractiva' previsto dall'art. 51, comma 3-bis c.p.p. opera solo se sussiste la connessione ai sensi dell'art. 12 c.p.p., e che il Tribunale avrebbe dovuto argomentare tale collegamento (concorso, disegno criminoso unitario o rapporto mezzo-fine). Per tale carenza la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato gli atti al Tribunale di Catanzaro per nuovo esame (con indicazione di verificare, in caso di riconoscimento dell'incompetenza, se vi fossero ragioni di urgenza giustificanti il mantenimento provvisorio della misura). I restanti motivi (sull'entità del fatto, gravità indiziaria e esigenze cautelari) sono stati considerati assorbiti dalla pronuncia sulla incompetenza e pertanto non esaminati nel merito.

Norme richiamate

  • art. 73 D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    commi relativi alla cessione di sostanze stupefacenti e alla possibile configurazione del fatto di lieve entita'

    norma oggetto dell'imputazione (cessione di droga); la Corte non decide nel merito ma osserva che il superamento del dato ponderale non è di per sé determinante per escludere la destinazione al consumo personale

  • art. 74 D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti

    è il reato associativo contestato ad altri indagati che, se collegato, può radicare la competenza distrettuale ai sensi dell'art. 51, comma 3-bis c.p.p.

  • art. 51, comma 3-bis, c.p.p.

    prevede, limitatamente ai reati ivi contemplati, una deroga assoluta ed esclusiva degli ordinari criteri determinativi della competenza e la vis attractiva nei confronti dei delitti connessi

    istituisce una competenza funzionale distrettuale 'attrattiva' per i reati elencati; tuttavia la sua efficacia rispetto ad altri reati dipende dalla sussistenza della connessione ai sensi dell'art. 12 c.p.p., da motivare caso per caso

  • art. 328, comma 1-bis, c.p.p.

    norma correlata all'art. 51, comma 3-bis (attribuzione delle funzioni del P.M.)

    concorre a stabilire l'attribuzione funzionale al pubblico ministero distrettuale per i reati elencati; motivo di fondo per la concentrazione investigativa negli uffici specializzati

  • art. 12 c.p.p.

    si ha connessione a) se il reato per cui si procede e' stato commesso da piu' persone in concorso o cooperazione fra loro... b) se una persona e' imputata di piu' reati... c) se dei reati per cui si procede gli uni sono stati commessi per eseguire o per occultare gli altri

    definisce i criteri oggettivi di connessione necessari per giustificare lo spostamento di competenza; la Corte richiede che la connessione sia esplicitamente dimostrata e motivata, specialmente quando il reato contestato è monosoggettivo

  • art. 309 c.p.p.

    norme sull'adozione dell'ordinanza cautelare

    richiamata come norma procedurale che ha portato all'adozione e conferma dell'ordinanza impugnata; la Corte rinvia per nuovo esame ai sensi dell'art. 309, co. 7 c.p.p.

Massime di principio

  • La competenza distrettuale prevista dall'art. 51, comma 3-bis c.p.p. esercita effetto 'attrattivo' rispetto a reati connessi, ma tale estensione richiede la prova e una motivazione specifica della connessione ai sensi dell'art. 12 c.p.p.; la mera contestualità processuale non è sufficiente.
  • Quando il reato attribuito a un indagato è monosoggettivo, il giudice deve spiegare chiaramente in che modo esso sia riconducibile a uno schema associativo o abbia natura tale da giustificare la competenza distrettuale; altrimenti l'ordinanza può essere annullata per incompetenza funzionale.
  • La gravità indiziaria fondata su intercettazioni in cui il nome dell'indagato è solo evocato e provenienti da conversazioni terze richiede riscontri concreti: dichiarazioni di terzi senza riscontri non sempre fondano la misura cautelare.
  • La valutazione del fatto di lieve entità (art. 73, comma 5 D.P.R. 309/90) non può essere esclusa automaticamente dal mero superamento di limiti ponderali; occorre valutare complessivamente la destinazione della sostanza (spaccio vs consumo) e le circostanze del caso.
  • Sull'attualità delle esigenze cautelari il giudice deve motivare in modo esplicito e attuale, specie se il fatto è anteriore nel tempo, l'indagato è incensurato e non risultano rapporti con altri indagati; la distanza temporale e l'assenza di elementi di pericolosità riducono la sussistenza dell'urgenza cautelare.
  • Se la Corte annulla per vizi di competenza o di motivazione senza esaminare i restanti motivi, tali questioni rimangono aperte e dovranno essere valutate nuovamente dal giudice di rinvio, che potrà anche verificare se esistono ragioni di urgenza per mantenere provvisoriamente la misura.

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