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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36507/2025 del 10/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che la doglianza sull'entità della pena non possa essere scrutinata quando il giudizio si è definito con rito concordato sulla pena. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Taranto, lamentando l'entità della pena concordata. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che il ricorso attiene esclusivamente al trattamento sanzionatorio, nel contesto di un rito concordato sulla pena (patteggiamento), rispetto al quale sono deducibili solo motivi consentiti dalla disciplina speciale. La Corte rileva che la censura sulla misura della pena non è ammissibile perché proposta per ragioni non consentite dal rito concordato.

Massime di principio

  • Nel rito concordato sulla pena, il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per contestare liberamente l'entità della pena se la censura non rientra tra i motivi consentiti dalla disciplina del rito.
  • Quando il ricorso è fondato su ragioni non consentite dal rito speciale applicato, la Corte deve dichiararlo inammissibile.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, nei casi previsti, di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieRiti alternativiImpugnazioni
RamiProcesso penale

Testo integrale

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