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Sentenza

Sentenza n. 7877/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del decreto di rigetto dell’istanza di concessione della cittadinanza (K10/-OMISSIS-;

Giustizia amministrativa202514413

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale di rigetto della domanda di cittadinanza italiana. Il diniego era motivato dalla situazione penale di un familiare convivente, comprendente una denuncia per diffamazione a mezzo stampa e una condanna irrevocabile per danneggiamento aggravato, nonché dalla carenza del requisito reddituale. La ricorrente ha dedotto violazione di legge ed eccesso di potere sotto plurimi profili, senza che il testo specifichi ulteriormente le singole censure. Nel corso del giudizio il Ministero ha prodotto il decreto sopravvenuto di conferimento della cittadinanza, adottato all'esito del riesame della posizione della ricorrente.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che il sopravvenuto decreto di concessione della cittadinanza fosse integralmente satisfattivo della pretesa azionata, ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. La ricorrente aveva aderito alla richiesta ministeriale di definizione del giudizio, chiedendo tuttavia la rifusione delle spese. Il Collegio ha disposto la compensazione delle spese applicando il criterio della soccombenza virtuale: ha considerato le circostanze di rilievo penale poste originariamente a fondamento del diniego e il fatto che il provvedimento favorevole fosse derivato da una rivalutazione della posizione sulla base anche di nuovi elementi emersi nel giudizio. È stata inoltre ordinata l'esecuzione della sentenza e l'oscuramento delle generalità della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

    Costituisce la base normativa dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana proposta dalla ricorrente.

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata all'esito dell'udienza cautelare, ricorrendone i presupposti e previo avviso alle parti.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Impone o consente la dichiarazione di cessazione della materia del contendere quando il provvedimento sopravvenuto soddisfa integralmente la pretesa del ricorrente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce, unitamente alla disciplina europea sulla protezione dei dati personali, il fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati come fondamento della tutela dei diritti e della dignità della parte mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La sopravvenuta adozione di un provvedimento amministrativo integralmente satisfattivo della pretesa azionata determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., anche quando il provvedimento favorevole sia adottato all'esito del riesame della posizione dell'interessato nel corso del giudizio.
  • Quando il giudizio si conclude per cessazione della materia del contendere, la regolazione delle spese può essere effettuata secondo il criterio della soccombenza virtuale, tenendo conto delle ragioni originarie dell'atto impugnato e delle circostanze che hanno determinato il successivo provvedimento favorevole.
  • Il giudice amministrativo dispone di ampia discrezionalità nella compensazione delle spese di lite, purché non condanni alle spese la parte risultata vittoriosa e non adotti statuizioni abnormi.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti specialiSpese di lite
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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