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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18040/2023 del 02/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato il sequestro preventivo disposto dal GIP relativo alla contravvenzione di cui all'art. 718 c.p.; i ricorrenti deducevano violazione dell'art. 325 c.p.p. per carenza o apparente motivazione. Sostenevano che i quaderni manoscritti in lingua cinese non erano nella loro disponibilità e pertanto non potevano essere a loro riferiti; che molte altre persone presenti avevano somme rilevanti rendendo indifferenziato il vincolo reale solo verso i tre indagati; e che, essendo titolari di attività d'impresa, la consistente disponibilità di denaro era giustificata, mancando dunque il nesso di pertinenzialità tra somme sequestrate e la contravvenzione

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto la motivazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame solida e congrua, evidenziando il nesso pertinenziale tra la somma sequestrata (complessivamente oltre 200.000 euro in contanti) e il reato di gioco d'azzardo (Pai gow) accertato. Il Tribunale aveva rilevato elementi concreti attribuendo ai due Wang (e a Jinzhui Lan) il ruolo di organizzatori: uno era alla scrivania d'ingresso con controllo accessi, i due Wang erano "a presidio" di un tavolo dove erano riposti zaini e borselli contenenti il denaro e 13 quaderni con iscrizioni in lingua cinese, e non erano intenti a giocare come gli altri avventori. Tali elementi hanno giustificato il sequestro in fase cautelare. Condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma richiamata quale base della richiesta al Tribunale del riesame (rimessione contro il decreto di sequestro preventivo); utilizzata come riferimento procedurale per l'impugnazione del provvedimento cautelare

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Invocata dai ricorrenti per censurare la motivazione del provvedimento; la Corte ha ritenuto che non sussista il vizio denunciato, essendo la motivazione concreta, congrua e non meramente apparente

  • art. 718 cod. pen.

    Contravvenzione per gioco d'azzardo; il Collegio ha ritenuto sussistente il nesso tra le somme sequestrate e l'illecito di cui a questa norma, anche alla luce degli elementi probatori che indicavano attività di gioco d'azzardo esercitata con fine di lucro

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'onere delle spese a carico della parte che ha proposto il ricorso dichiarato inammissibile; applicata per disporre la condanna alle spese e il versamento alla Cassa delle ammende

  • Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Citata con riguardo alla valutazione dell'eventuale colpa nella proposizione del ricorso e nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte ha ritenuto assente colpa tale da evitare l'onere equitativo delle somme

Massime di principio

  • In sede di riesame e legittimità la mera circostanza che altre persone presenti detengano contanti non esclude il vincolo reale se esistono elementi specifici che collegano determinate somme a singoli indagati (es. reperti, posizione, ruolo operativo).
  • Ai fini della conferma di un sequestro preventivo relativo a proventi del gioco d'azzardo, è sufficiente una motivazione congrua che colleghi, anche in via cautelare, le somme sequestrate all'attività illecita; non è richiesto il definitivo accertamento di responsabilità penale.
  • La contestazione della motivazione ai sensi dell'art. 325 c.p.p. è valutata in base alla correttezza e completezza della lettura degli elementi di indagine: argomenti meramente di fatto e riguardanti la valutazione probatoria non sono rilevanti in sede di legittimità se già adeguatamente considerati dal giudice di merito.
  • La semplice affermazione che somme rilevanti derivino da attività imprenditoriali lecite richiede prova specifica: senza documentazione o elementi probatori, l'affermazione non è idonea a scalfire il nesso di pertinenzialità rilevato dal giudice cautelare.
  • Comportamenti quali il controllo degli accessi, la sorveglianza di un tavolo con contenitori di denaro e la presenza di appunti o quaderni riconducibili all'organizzazione del gioco costituiscono indici rilevanti per attribuire la veste di organizzatore e giustificare misure cautelari patrimoniali.

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