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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8111/2025 del 27/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha dichiarato inammissibile la sua istanza di riesame contro il decreto di sequestro preventivo del 30/06/2024 relativo all'alloggio occupato abusivamente, articolando censure: difetto di legittimazione di Follini Carla a presentare querela; contestazione della titolarità del diritto di proprietà dell'Istituto religioso; deduzione dello stato di necessità come scriminante dell'occupazione abusiva; affermazione di un legittimo possesso e quindi di un interesse concreto alla restituzione del bene sequestrato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per aspecificità. Ha confermato che, benché l'indagato non titolare del bene possa proporre istanza di riesame, deve provare un interesse concreto e attuale corrispondente all'effetto tipico del riesame, ossia la restituzione della cosa. Il ricorrente non ha fornito titolo né elementi fattuali/giuridici che colleghino la sua situazione al bene sequestrato; il Tribunale aveva inoltre motivatamente escluso lo stato di necessità. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione

    N. 52060 del 2019 Rv.277753 - 04, N. 50315 del 2015 Rv.265463 - 01, N. 47313 del 2017 Rv.271231 - 01, N. 30008 del 2016 Rv.267336 - 01, N. 35072 del 2016 Rv.267672 - 01, N. 17852 del 2015 Rv.263756 - 01, N. 6779 del 2019 Rv.274992 - 01, N. 3602 del 2019 Rv.276545 - 01, N. 9947 del 2016 Rv.266713 - 01

    La Corte richiama precedenti secondo i quali, nei procedimenti reali, l'interesse all'impugnazione del sequestro preventivo è strettamente vincolato all'interesse alla restituzione del bene; chi impugna deve dimostrare titolo o relazione concreta con la cosa per ottenere il dissequestro.

  • Principio della scriminante dello stato di necessità

    Il Tribunale ha esaminato e motivatamente escluso lo stato di necessità quale giustificazione dell'occupazione. La sentenza richiama che tale scriminante va provata con elementi concreti e non può essere genericamente invocata per giustificare l'occupazione abusiva.

Massime di principio

  • In procedure di sequestro preventivo il soggetto non titolare del bene può chiedere il riesame solo se dimostra un interesse concreto e attuale alla restituzione materiale del bene.
  • L'onere probatorio dell'interessato comprende l'indicazione di fatti e titoli che colleghino la sua posizione al bene sequestrato; l'assenza di titolo rende il ricorso inammissibile.
  • La dedotta scriminante dello stato di necessità va allegata e comprovata con elementi fattuali specifici; una mera affermazione non è sufficiente per ottenere il dissequestro.
  • Contestate la titolarità del querelante o la provenienza del titolo, la via corretta è fornire prove documentali o impugnare i titoli specifici; non è sufficiente sollevare dubbi generici in sede di riesame cautelare.
  • La giurisprudenza della Cassazione stabilisce criteri rigorosi per l'ammissibilità dell'impugnazione: la finalità del riesame è la restituzione del bene e l'interesse invocato deve coincidere con tale risultato.
  • In caso di occupazione abitativa senza titolo, l'assenza di assegnazione legittima dall'avente diritto comporta elevata probabilità di inammissibilità della richiesta di riesame del sequestro.

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