Cassazione Penale, Sentenza n. 13702/2023 del 31/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Reinard impugna la condanna per tentata rapina aggravata (sentenza GIP Tribunale di Pistoia 8/6/2020, confermata dalla Corte d'appello di Firenze 12/1/2021) lamentando: (1) vizio di motivazione e valutazione errata della testimonianza della persona offesa; (2) errata qualificazione del fatto come tentata rapina anziché tentato furto; (3) mancato riconoscimento della circostanza attenuante della tenuità del fatto ex art. 62 n.4 c.p.; (4) insufficiente riduzione per il tentativo ex art. 56 c.p.; (5) errata applicazione della recidiva con aumento di pena nella misura di 2/3 in violazione degli artt. 63 e 64 c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha respinto i motivi relativi alla valutazione delle fonti probatorie e alla qualificazione del fatto (1° e 2° motivi): la sentenza di merito ha adeguatamente valutato la credibilità della persona offesa e correttamente qualificato la condotta come rapina impropria. Ha dichiarato inammissibili/aspecifici il motivo sulla riduzione per tentativo (4° motivo). Ha invece accolto i motivi relativi al mancato esame adeguato della circostanza attenuante di cui all'art. 62 n.4 c.p. (3° motivo) e alla eccessiva quantificazione dell'aumento per recidiva (5° motivo). Per tali profili la sentenza impugnata è annullata senza rinvio limitatamente all'esclusione dell'attenuante di cui all'art. 62 n.4 e all'aumento sanzionatorio per la recidiva; la causa è rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Firenze per un nuovo esame sulla concedibilità dell'attenuante e sulla determinazione complessiva della pena. È stata dichiarata irrevocabile l'affermazione di responsabilità dell'imputato ai sensi dell'art. 624, comma 2, c.p.p.
Norme richiamate
art. 628 cod. pen.
La rapina impropria è integrata da una minima energia fisica idonea a vincere la resistenza della vittima e a garantire la fuga dell'agente; la condotta descritta (spinta violenta che ha permesso la fuga) rientra in tale nozione
art. 530 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione ai vizi di motivazione lamentati dal ricorrente rispetto alla decisione di merito
art. 62 n. 4 cod. pen.
Circostanza attenuante della tenuità del fatto: i giudici di merito devono motivare in modo specifico il rigetto della sua applicazione, indicando le ragioni sulla consistenza del danno e sulla gravità del fatto
art. 56 cod. pen.
Riduzione della pena per il tentativo: la determinazione dell'entità della riduzione rientra nella discrezionalità del giudice di merito purché motivata; non è richiesta una esposizione analitica di tutti i criteri
artt. 63 e 64 cod. pen.
Regime delle aggravanti e della recidiva: in caso di concorso tra recidiva e altra aggravante ad effetto speciale, l'ulteriore aumento complessivo non può superare 1/3 della pena prevista per il reato commesso; l'applicazione di un aumento pari a 2/3 è stata ritenuta illegittima
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Limiti del controllo di legittimità: la Corte di Cassazione non procede ad una rilettura degli elementi fattuali o a nuova valutazione dell'attendibilità delle prove; è preclusa la riesamina dei fatti già valutati dal giudice di merito salvo vizio di motivazione
art. 624, comma 2, cod. proc. pen.
Dichiarazione di irrevocabilità dell'affermazione di responsabilità quando il ricorso non è accolto sui profili di merito relativi alla colpevolezza
art. 133 cod. pen.
Richiamato indirettamente con riferimento agli oneri motivazionali nella determinazione della pena e ai criteri che il giudice di merito può sinteticamente enunciare
Massime di principio
- Le dichiarazioni della persona offesa possono, se adeguatamente vagliate e motivate, costituire prova sufficiente per la condanna; il giudice deve motivare in modo penetrante la credibilità e l'attendibilità della parte offesa
- La "violenza" ai fini della rapina impropria può consistere in una minima energia fisica (spinta, strattone o divincolamento) idonea a vincere la resistenza e consentire la fuga: quindi anche condotte apparentemente lievi possono integrare la rapina
- Nei ricorsi per cassazione non è consentito al giudice di legittimità riformulare la valutazione delle prove come alternativa ai convincimenti del merito: il sindacato è limitato ai profili di legittimità e di motivazione
- Il rigetto dell'attenuante di tenuità ex art. 62 n.4 richiede motivazione specifica; un richiamo generico alla gravità del fatto è insufficiente e determina vizio di motivazione
- Quando la recidiva concorre con altre aggravanti ad effetto speciale, l'aumento complessivo della pena è vincolato al limite del terzo della pena prevista per il reato; non è permesso sommarsi automaticamente aumenti predeterminati portando l'incremento oltre tale soglia
- La determinazione della percentuale di riduzione per il tentativo (art. 56) rientra nella discrezionalità del giudice di merito, che però deve fornire una motivazione non illogica e chiarire i criteri decisivi adottati
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