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Sentenza

Sentenza n. 6202/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento del rifiuto parziale del 28/10/2015 sull'istanza di accesso ambientale del 25/10/2025.

Giustizia amministrativa202514391

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: rifiuto parziale dell'istanza di accesso ambientale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva impugnato il rifiuto parziale opposto dal Ministero della Cultura a un'istanza di accesso ambientale concernente, tra l'altro, informazioni e documentazione relative alla tutela del vincolo archeologico culturale dell'area interessata. Nel corso del giudizio, prima dell'udienza camerale, il ricorrente ha depositato una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, prospettando tuttavia la possibilità di una soccombenza virtuale. Il Ministero ha contestato tale prospettazione, sostenendo che le informazioni residue erano già nella disponibilità del ricorrente perché ricavabili da una nota ministeriale e dai siti istituzionali, e che, quanto alle iniziative future della Soprintendenza, non risultavano ulteriori iniziative dovute al di fuori dei provvedimenti adottati nell'ambito delle procedure autorizzatorie.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione impediva al Collegio di esaminare il merito o di pronunciarsi d'ufficio sulla soccombenza virtuale, non potendo il giudice sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. In applicazione del principio dispositivo in senso ampio, finché la causa non è trattenuta in decisione la parte può disporre dell'azione e dichiarare il venir meno dell'interesse, determinando una pronuncia meramente processuale. Le spese sono state compensate, anche in considerazione dell'attendibilità delle eccezioni del Ministero sulla soccombenza virtuale.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse determina l'improcedibilità del ricorso; quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice deve prenderne atto senza decidere il merito.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce la base normativa per l'oscuramento dei dati identificativi a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, la dichiarazione espressa del ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse, resa prima che la causa sia trattenuta in decisione, vincola il giudice a una pronuncia di improcedibilità e preclude la decisione nel merito.
  • Il principio dispositivo in senso ampio attribuisce alla parte la disponibilità dell'azione fino alla fase della decisione; il giudice non può sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire né procedere d'ufficio all'esame della controversia dopo la rinuncia all'interesse.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse conduce a una pronuncia esclusivamente processuale, inidonea a produrre effetti conformativi o a definire la fondatezza sostanziale delle censure dedotte.
  • La soccombenza virtuale non consente di superare la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse quando il ricorrente non mantiene una richiesta di decisione sul merito; essa può tuttavia rilevare nella regolazione delle spese.

Come è indicizzato

MaterieAccessi specialiEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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