Ordinanza n. 265/2026 - Catanzaro, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: graduatoria definitiva del concorso pubblico per la copertura di posti di dirigente medico nella disciplina di cardiochirurgia
Esito
Favorevole al resistente (azienda sanitaria)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La candidata ha impugnato la graduatoria definitiva del concorso pubblico, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che le censure riguardavano, in particolare, la rilevanza della specializzazione conseguita dalla ricorrente dopo la scadenza del termine per la presentazione della domanda di partecipazione. La ricorrente sosteneva implicitamente la possibilità di considerare tale titolo nel corso della procedura, mentre il giudice ha rilevato che non risultava prevista dalla lex specialis una simile possibilità.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell’art. 55 c.p.a., ritenendo che, al sommario esame proprio della fase cautelare, le censure non fossero assistite dal fumus boni iuris. La ricorrente aveva conseguito la specializzazione dopo la scadenza del termine per la presentazione della domanda e non risultava che la lex specialis consentisse di valorizzare un titolo maturato successivamente nel corso della procedura. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la peculiarità della controversia.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti propri della tutela cautelare; il TAR ha escluso, in particolare, la sussistenza del fumus boni iuris.
Massime di principio
- In una procedura concorsuale, il possesso del requisito o del titolo richiesto deve essere verificato, salvo diversa previsione della lex specialis, alla scadenza del termine per la presentazione della domanda.
- Un titolo conseguito dopo la scadenza del termine di partecipazione non può essere considerato nel corso della procedura quando il bando non preveda espressamente tale possibilità.
- Nella fase cautelare, l’assenza del fumus boni iuris è sufficiente a giustificare il rigetto della domanda di sospensione, senza necessità di riconoscere la fondatezza delle censure nel giudizio di merito.
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