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Ordinanza

Ordinanza n. 35/2026 - Catania, Sezione 4

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, - del decreto di revoca del giorno -OMISSIS-2025, notificato in pari data, del nulla osta per lavoro subordinato ottenuto in data -OMISSIS-.2025 dal datore di lavoro domestico -OMISSIS-in favore del ricorrente, codice istanza CT-OMISSIS- e P-CT/L/Q/2025/-OMISSIS-; - di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente.

Giustizia amministrativa202600051

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di revoca del nulla osta per lavoro subordinato ottenuto in favore del ricorrente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, il decreto di revoca del nulla osta per lavoro subordinato rilasciato sulla base dell’istanza presentata da un datore di lavoro domestico, oltre agli atti presupposti, connessi e conseguenti. Il giudizio cautelare ha riguardato, in particolare, la legittimità della revoca con riferimento alla circostanza che il ricorrente avrebbe prodotto un’autocertificazione del datore di lavoro attestante l’avvenuta verifica dell’indisponibilità di un lavoratore nazionale e l’assenza di segnalazioni di personale da parte del Centro per l’impiego. L’Avvocatura dello Stato ha depositato la costituzione la mattina dell’udienza camerale, dopo la spedizione della causa in decisione e oltre il termine previsto dall’art. 55, comma 5, c.p.a.; il TAR ha pertanto ritenuto di non poter considerare né la costituzione né le difese tardivamente depositate.

La decisione

Il TAR, con sommaria delibazione cautelare e senza pregiudicare le ulteriori questioni di rito e di merito, ha accolto la domanda cautelare non mediante sospensione definitiva dell’atto, ma ai fini del riesame del decreto di revoca. L’Amministrazione dovrà concludere il riesame entro 30 giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione dell’ordinanza, verificando in particolare la questione relativa all’autocertificazione del datore di lavoro sull’indisponibilità di lavoratori nazionali e sull’assenza di segnalazioni da parte del Centro per l’impiego. Il merito è stato fissato all’udienza pubblica del 9 luglio 2026. Le spese della fase cautelare sono state rinviate alla decisione definitiva. È stato inoltre disposto l’oscuramento dei dati identificativi del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Il termine per il deposito degli atti e delle difese nella fase cautelare deve essere rispettato; gli atti depositati oltre termine e dopo la spedizione della causa in decisione non possono essere considerati dal giudice.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Ricorrendone i presupposti, consente e impone l’oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare la parte.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, gli atti difensivi depositati oltre il termine previsto dall’art. 55, comma 5, c.p.a. e, comunque, successivamente alla spedizione della causa in decisione, non possono essere presi in considerazione dal giudice.
  • La tutela cautelare può essere accordata mediante remand, ordinando all’amministrazione il riesame del provvedimento impugnato entro un termine definito, quando la sommaria delibazione evidenzi la necessità di una nuova valutazione di uno specifico profilo fattuale o istruttorio.
  • Nel riesame di un provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato deve essere verificata, ove rilevante, la documentazione relativa alla preventiva verifica dell’indisponibilità di lavoratori nazionali e alle eventuali segnalazioni del Centro per l’impiego.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareTermini del procedimentoDifetto di istruttoria

Testo integrale

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