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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 2276/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Opposizione ex art. 18 L. 689/1981 avverso ordinanza-ingiunzione (2015) che, richiamando verbale di accertamento per superamento dei limiti tabellari (Allegato 5, parte III D.lgs.152/2006) nello scarico dell'impianto di depurazione di Valpolcevera, aveva irrogato una sanzione amministrativa di €3.010 per violazione degli artt. 101, co.1 e 133, co.1 D.lgs.152/2006. Il ricorso in Cassazione si sviluppa su quattro motivi: (1) illegittima delega dell'attività sanzionatoria dalla Regione alla Provincia (competenza); (2) tardività della notificazione dell'ordinanza-ingiunzione (art.14 L.689/1981); (3) errata valutazione dei limiti di emissione richiedendo il rispetto congiunto di concentrazione e percentuale di riduzione e mancato riconoscimento delle valutazioni tecniche (ARPAL) che attestavano conformità; (4) erronea affermazione che fosse necessario il superamento contemporaneo dei tre parametri (BOD, COD, SST) per configurare l'illecito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in tutte le sue parti. Sulla competenza ha confermato la legittimità della delega delle funzioni sanzionatorie dalla Regione alla Provincia/Città metropolitana; sulla notificazione ha ritenuto legittimo il dies a quo dato dalla conclusione degli accertamenti, la cui durata è valutabile caso per caso; in tema di limiti di emissione ha stabilito che le attestazioni tecniche di ARPAL riguardavano solo il limite di concentrazione e non la percentuale di riduzione, che deve essere parimenti rispettata; infine ha affermato che per la violazione dell'art. 101 D.lgs.152/2006 è sufficiente il mancato rispetto anche di un solo parametro (non è necessario il superamento simultaneo di tutti e tre i parametri). Il ricorrente è stato condannato al rimborso delle spese di giudizio (liquidate in complessivi €1.400 oltre €200 per esborsi e spese generali) e sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • L. 689/1981

    L'opposizione avverso ordinanza-ingiunzione è regolata dall'art.18; ai fini dei termini di notificazione (art.14) il dies a quo è la conclusione degli accertamenti, la cui durata va valutata in relazione alla complessità dell'indagine.

  • D.lgs. 152/2006 (Testo unico ambientale)

    art. 101, co.1; art. 133, co.1; art. 135

    Art. 101: la violazione si configura se anche un solo parametro tabellare non è conforme. Art. 133: disciplina sanzionatoria richiamata nell'ordinanza. Art.135: la delega di funzioni dalle Regioni alle Province in materia sanzionatoria è ritenuta valida se prevista, e la Corte ha confermato la legittimità della delega operata dalla Regione Liguria alla Provincia/Città metropolitana.

  • Allegato 5, Parte III D.lgs.152/2006

    Tabella 2 (limiti di emissione: concentrazione e percentuale di riduzione per BOD, COD, SST)

    I limiti da rispettare comprendono sia i limiti di concentrazione sia le percentuali di riduzione del carico inquinante; le attestazioni tecniche che valutano solo la concentrazione non esauriscono il controllo previsto dalla normativa.

  • D.lgs. 152/1999

    art. 56 (citato a confronto nel ricorso)

    Il confronto tra testi normativi non modifica la legittimità della delega regionale alle Province in materia sanzionatoria, secondo la giurisprudenza richiamata.

  • D.P.R. 115/2002

    art. 13, co.1-quater; art.1-bis (richiamati)

    Presupposti per l'ulteriore versamento del contributo unificato da parte del ricorrente sono rilevati ai sensi delle disposizioni amministrative sui contributi unificati.

Massime di principio

  • La delega di funzioni sanzionatorie dalla Regione alle Province/Città metropolitane, se adottata nei modi previsti, è valida e non impedisce l'irrogazione di sanzioni da parte della Provincia/Metropolitana.
  • Il termine per la notificazione delle contestazioni decorre dalla conclusione degli accertamenti: la durata di tali accertamenti va valutata in relazione alla complessità delle indagini, perciò la prescrizione di tardività può essere difficile da sostenere se gli accertamenti richiedevano approfondimenti tecnici.
  • Le valutazioni tecniche (es. ARPAL) vincolano limitatamente a quanto attestato: se il tecnico certifica la conformità rispetto al limite di concentrazione ma non si esprime sulla percentuale di riduzione, tale attestazione non esclude automaticamente la violazione normativa.
  • Per le violazioni previste dall'art. 101 D.lgs.152/2006 è sufficiente il superamento di anche uno solo dei parametri (BOD, COD, SST); non è necessario il superamento simultaneo di tutti i parametri per configurare l'illecito.
  • Nelle contestazioni ambientali è fondamentale verificare il contenuto e la portata delle certificazioni tecniche e la corrispondenza delle analisi effettuate con tutti i parametri previsti dalla normativa; in sede difensiva conviene altresì documentare la regolarità dell'intero processo di accertamento e notificazione.
  • Anche in caso di soccombenza nel giudizio amministrativo-ambientale, sono poste a carico del ricorrente le spese e può essere richiesto il pagamento di contributi aggiuntivi (es. contributo unificato), per cui è opportuno valutare la convenienza al proseguimento del contenzioso sulla base delle probabilità di successo.

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