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Ordinanza

Ordinanza n. 109/2026 - Palermo, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600184

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca della concessione di suolo pubblico per un chiosco e atti comunali presupposti relativi alla riqualificazione urbana della piazza e alla dismissione del chiosco

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (concessionaria di suolo pubblico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato la determinazione comunale del 5 gennaio 2026, con cui è stata revocata la concessione di suolo pubblico rilasciata nel 2017 per la realizzazione e gestione del chiosco, nonché gli atti presupposti: il progetto esecutivo dei lavori di riqualificazione urbana della piazza, la direttiva sindacale che aveva incaricato gli uffici di procedere alla revoca delle concessioni dei chioschi, gli atti di variazione e ratifica del bilancio con cui erano stati finanziati i lavori e gli ulteriori atti connessi. Nel giudizio cautelare il Comune ha eccepito l'inutilizzabilità della memoria e dei documenti depositati dalla ricorrente il 20 febbraio 2026, deducendone la tardività.

La decisione

Il TAR ha respinto l'eccezione di inutilizzabilità, ritenendo che il deposito della memoria e dei documenti fosse avvenuto nel rispetto del termine di due giorni liberi prima dell'udienza camerale previsto dall'art. 55, comma 5, c.p.a. In sede di sommaria cognizione, il Collegio ha ritenuto prevalenti le esigenze di conservazione della situazione di fatto e di mantenimento della res adhuc integra fino alla decisione di merito. In particolare, non risultava fornita evidenza dell'inizio dei lavori di riqualificazione della piazza, né del concreto approssimarsi dell'avvio degli stessi. È stata quindi accolta l'istanza cautelare e sono stati sospesi, per quanto di interesse della ricorrente, gli atti impugnati. La discussione di merito è stata fissata all'udienza pubblica del 7 luglio 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55, comma 5, c.p.a.

    due giorni liberi prima dell'udienza di discussione del ricorso

    Il termine per il deposito di memorie e documenti nella fase cautelare è stato ritenuto rispettato, con conseguente utilizzabilità degli atti depositati dalla ricorrente.

  • art. 175, comma 4, d.lgs. 267/2000

    La disposizione è richiamata quale base normativa della deliberazione comunale di variazione urgente al bilancio, ma l'ordinanza non ne esamina la legittimità.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare il deposito di memorie e documenti effettuato entro il termine di due giorni liberi prima dell'udienza camerale previsto dall'art. 55, comma 5, c.p.a. non è inutilizzabile per tardività.
  • Quando non sia dimostrato l'inizio dei lavori pubblici né il concreto e imminente avvio degli stessi, il giudice cautelare può sospendere gli atti amministrativi che incidono sulla posizione del privato, al fine di mantenere integra la situazione di fatto fino alla decisione di merito.
  • La tutela cautelare può essere concessa sulla base della prevalenza dell'esigenza di conservare la res adhuc integra, anche senza una definitiva valutazione dei motivi di legittimità, propria della cognizione sommaria della fase cautelare.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoAutotutelaTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareTermini del procedimentoEfficacia ed esecutorietà

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