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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31943/2024 del 05/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto che ha confermato l'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 2 anni e 6 mesi, ritenendo il ricorrente socialmente pericoloso ai sensi del d.lgs. n.159/2011 (art.4, lett. c) in relazione all'art.1, lett. b) e c)) per abitudine a commettere reati (furti, truffe, ricettazioni) e per indizi di reati che ledono la sicurezza pubblica (gestione non autorizzata di rifiuti, guida in stato di ebbrezza, violazioni del codice della strada). Il ricorrente era inoltre sottoposto a procedimento con condanna non definitiva per associazione per delinquere (art.416 c.p.) e altri reati, e gli accertamenti patrimoniali hanno indicato redditi leciti insufficienti, ritenuti compatibili con l'ipotesi che parte del sostentamento derivi da attività illecite. In Cassazione la difesa ha dedotto un unico motivo: carenza totale di motivazione del decreto impugnato, sostenendo che la motivazione fosse composta da 'spezzoni' tratti da altri provvedimenti e priva di correlazione con le censure difensive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso fosse troppo generico, non indicasse quali censure presentate in appello fossero rimaste senza risposta e non evidenziasse una reale mancanza o apparente carenza della motivazione. Pur segnalando criticità nella forma del decreto impugnato, la Corte ha concluso che la Corte territoriale aveva fornito passaggi fattuali e logici sufficienti a giustificare la decisione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • decreto legislativo n. 159 del 2011 (codice delle disposizioni antimafia e delle misure di prevenzione)

    La Corte ha applicato le disposizioni sul procedimento di prevenzione ritenendo il ricorrente "socialmente pericoloso" ai sensi dell'art.4, lett. c) in relazione all'art.1, lett. b) e c), cioè per abitudine a commettere reati e per indizi di reati contro la sicurezza pubblica

  • art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)

    La condanna, anche se non definitiva, per associazione per delinquere è stata considerata indice rilevante per inserirlo nella categoria soggettiva prevista dal d.lgs. 159/2011 e per valutare la sua pericolosità sociale

  • artt. 110 e 640 cod. pen. (concorso in truffa) e disposizioni sul furto/ricettazione

    I reati patrimoniali ascritti (truffe, furti, ricettazioni) sono stati usati per provare l'abitudine del soggetto a commettere delitti da cui potrebbe trarre sostentamento

  • regole procedurali della Corte di Cassazione (requisiti di specificità e motivazione del ricorso)

    La Corte ha richiamato il principio per cui il ricorso per cassazione deve indicare in modo specifico le censure e l'inesistenza o l'apparenza di carenza motivazionale; un atto generico e privo di specifiche non soddisfa i requisiti di ammissibilità

Massime di principio

  • In sede di impugnazione in Cassazione il ricorso deve essere specifico: occorre indicare chiaramente le censure proposte in grado di mostrare la violazione di legge o la carenza di motivazione; ricorsi generici rischiano l'inammissibilità
  • La carenza formale o frammentarietà della motivazione di un provvedimento territoriale può essere criticata, ma per ottenere accoglimento in Cassazione è necessario dimostrare concretamente che manca il nesso logico-fattuale tra i fatti accertati e la decisione; se la motivazione contiene comunque passaggi fattuali e logici sufficienti, l'impugnazione può essere dichiarata inammissibile
  • Le condanne, anche se non definitive, e l'insieme di indizi (tipologia e ripetizione di reati, profilo patrimoniale incoerente con i redditi leciti) possono legittimare l'applicazione di misure di prevenzione come la sorveglianza speciale secondo il d.lgs. 159/2011
  • In casi analoghi, è utile che la difesa specifichi puntualmente quali passaggi motivazionali ritiene carenti e produca argomentazioni concrete per ogni punto, evitando doglianze generiche
  • L'inammissibilità di un ricorso comporta spesso la condanna alle spese e può prevedere sanzioni pecuniarie (es. cassa delle ammende), pertanto valutare attentamente l'ammissibilità formale prima di proporre impugnazioni

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