Cassazione Penale, Sentenza n. 30247/2025 del 04/09/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva negato l'affidamento in prova al servizio sociale per la pena residua di 1 anno e 7 mesi, pur avendo concesso la detenzione domiciliare; il ricorrente deduce violazione dell'art. 47 Ord. pen. e vizio di motivazione per aver ritenuto la misura dell'affidamento "troppo ampia" basandosi principalmente sul mancato risarcimento del danno (e chiedeva di poter eseguire l'affidamento in Francia, dove vive e lavora). Sosteneva altresì il positivo cambiamento di vita e l'anzianità dell'ultimo reato (2015).
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza quanto al diniego dell'affidamento in prova, rinviando gli atti al Tribunale di sorveglianza di Torino per nuovo esame. La Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse dato valore dirimente al mancato risarcimento senza valutare le condizioni economiche del ricorrente e senza motivare adeguatamente la negativa prognosi, mentre il mancato risarcimento non può di per sé escludere il beneficio. Ha imposto al giudice di merito di riesaminare la richiesta tenendo conto dell'evoluzione positiva della personalità, del comportamento in libertà e della effettiva capacità di adempiere alle obbligazioni risarcitorie.
Norme richiamate
art. 47 Ordinamento penitenziario
L'obbligo risarcitorio non è requisito imprescindibile per l'ammissione ai benefici: il mancato risarcimento può concorrere alla valutazione ma non è di per sé ostativo; occorre valutare la compatibilità con le concrete condizioni economiche del condannato e la prognosi complessiva.
art. 47, comma 3, Ordinamento penitenziario
Richiama la necessità di ancorare la decisione prognostica ai risultati dell'osservazione del comportamento del condannato e alla valutazione complessiva volta alla finalità rieducativa della pena.
art. 27 Costituzione, terzo comma
Principio costituzionale che orienta l'interpretazione delle misure alternative alla detenzione verso finalità rieducative e reinserimento, da tener presente nella ponderazione delle modalità esecutive della pena.
legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ord. pen.)
Quadro normativo sulle misure alternative e sull'esecuzione penale esterna che deve guidare la valutazione del giudice di sorveglianza.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Norme che identificano i motivi di impugnazione consentiti in cassazione (vizi di motivazione e violazione di norme di diritto), invocate dal ricorrente per impugnare il diniego.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato per i limiti nella riproduzione del motivo di ricorso in cassazione; solo un riferimento formale nell'articolato procedurale del ricorso.
Massime di principio
- Il mancato risarcimento del danno non è, di per sé, motivo sufficiente per negare l'affidamento in prova; è un elemento che va inserito in una valutazione complessiva.
- Il giudice deve motivare la prognosi soprattutto sulla base dell'osservazione del comportamento del condannato e tenere conto dell'evoluzione positiva della personalità e della condotta in libertà dopo il reato.
- Occorre valutare la concreta capacità economica del richiedente prima di attribuire al mancato risarcimento valore ostativo: l'obbligo può essere imposto solo "in quanto compatibile".
- Le richieste di eseguire l'affidamento all'estero (es. dove il condannato lavora e risiede) devono essere valutate nel merito e motivate, considerando l'effettiva effettività e controllabilità della misura.
- Una motivazione incompleta o basata su elementi isolati e non coordinati può portare all'annullamento e al rinvio per nuovo esame; il giudice di merito deve esprimere una ponderazione articolata degli elementi rilevanti.
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