Ordinanza n. 5467/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione staccata di Salerno (Sezione Prima) n. 01722/2025, resa tra le parti, sul ricorso per l’annullamento: - del provvedimento di diniego dell’autorizzazione paesaggistica, prot. n. 0019035 del 03.10.24, del Comune di Amalfi, Settore Ambiente SUAP e Innovazione; - della nota prot. n. 0022029 del 17.09.24, della Soprintendenza, avente ad oggetto il parere contrario all’accoglimento dell’istanza di autorizzazione paesaggistica; -della nota prot. n. 0021149-P del 04-09-24, della Soprintendenza, avente ad oggetto la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza di autorizzazione paesaggistica; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o conseguenziale; nonché, in seguito alla proposizione di motivi aggiunti: per l’annullamento - del parere contrario della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino prot. n. 2386 del 28.01.25, segnatura MIC|MIC_ SABAP- SA_UO12|28/01/2025|0002386-P, reso a seguito di riesame in ottemperanza alla ordinanza n. 477/2024 del TAR Campania Salerno pubblicata il 05.12.24 sul ricorso reg. gen. n. 1762/24, nonché del relativo preavviso di diniego prot. n. 929 del 17.01.25, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o conseguenziale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, n. 1722/2025, relativa all’impugnazione del diniego di autorizzazione paesaggistica, dei pareri contrari e dei relativi preavvisi, nonché del successivo parere contrario adottato in riesame
Esito
La controversia
L’amministrazione ha proposto appello contro la sentenza del TAR Campania-Salerno resa sul ricorso della società proprietaria di un intervento per la realizzazione di una cabina di trasformazione MT/BT. In primo grado erano stati impugnati il diniego di autorizzazione paesaggistica adottato dal Comune di Amalfi, il parere contrario della Soprintendenza, la comunicazione dei motivi ostativi e, con motivi aggiunti, il successivo parere contrario della Soprintendenza adottato a seguito di riesame disposto dal TAR. Nel giudizio d’appello la società appellata ha depositato una comunicazione PEC dalla quale risulta che la Soprintendenza ha successivamente espresso parere favorevole al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica per il medesimo intervento, chiedendo la dichiarazione di improcedibilità dell’appello per sopravvenuto difetto di interesse. Il Consiglio di Stato non ha ancora deciso se tale sopravvenienza determini l’improcedibilità e ha richiesto all’amministrazione appellante chiarimenti sulla permanenza dell’interesse alla prosecuzione del giudizio.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha adottato un’ordinanza interlocutoria disponendo un incombente istruttorio: il Ministero appellante dovrà chiarire, entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza, se permanga l’interesse a coltivare l’appello, alla luce del successivo parere favorevole della Soprintendenza. Ogni decisione sulle questioni di rito, sul merito e sulle spese è stata riservata. L’udienza per la prosecuzione della trattazione sarà fissata dopo l’espletamento dell’incombente; le spese sono state rinviate alla decisione definitiva.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio d’appello, l’amministrazione adotta un nuovo atto potenzialmente satisfattivo della pretesa sostanziale controversa, il giudice può richiedere all’amministrazione appellante chiarimenti sulla permanenza dell’interesse a coltivare l’impugnazione prima di pronunciarsi sull’eventuale sopravvenuta carenza di interesse.
- La sopravvenienza di un parere favorevole relativo al medesimo intervento oggetto del diniego impugnato può assumere rilievo ai fini della procedibilità dell’appello, ma l’improcedibilità non può essere dichiarata senza verificare in concreto la permanenza dell’interesse alla decisione.
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