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Ordinanza

Ordinanza n. 90/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento emesso dal Prefetto della Provincia di -OMISSIS- in data -OMISSIS-, notificato il -OMISSIS-, di rigetto del ricorso gerarchico proposto avverso il provvedimento di ammonimento n. -OMISSIS- emesso dal Questore di -OMISSIS- in data 19.12.2023 e notificato il 21.12.23, in materia di ammonimento, e di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e/o consequenziali; e del provvedimento n. -OMISSIS- emesso dal Questore di -OMISSIS- in data 19.12.2023 e notificato il 21.12.23, di ammonimento, già impugnato con esito negativo, e di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e/o consequenziali.

Giustizia amministrativa202401849

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego prefettizio sul ricorso gerarchico contro un ammonimento del Questore, nonché l'ammonimento stesso

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento del Prefetto che ha respinto il ricorso gerarchico proposto contro l'ammonimento emesso dal Questore e ha nuovamente contestato anche quest'ultimo provvedimento, chiedendo l'annullamento degli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali. Dal testo dell'ordinanza non emergono le specifiche censure di legittimità dedotte. La ricorrente ha inoltre presentato un'istanza di sollecita fissazione dell'udienza.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio nel merito. Ritenendo necessario acquisire elementi per la decisione, ha disposto che la Prefettura depositi entro trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza una succinta e documentata nota di chiarimenti sulla vicenda, previa acquisizione delle informazioni necessarie presso la Questura. La nota dovrà anche indicare l'eventuale sopravvenienza di fatti nuovi rilevanti per verificare la persistenza dell'interesse della ricorrente alla decisione di merito. Qualora la documentazione fosse già presente nel ricorso connesso indicato nell'ordinanza, l'amministrazione potrà motivatamente richiamare quelle produzioni senza duplicarne il deposito. È stata disposta la comunicazione dell'ordinanza alle parti e l'oscuramento dei dati identificativi della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 46, comma 2, c.p.a.

    Richiamato quale base normativa nel contesto degli incombenti istruttori disposti dal giudice.

  • art. 65, comma 3, c.p.a.

    Richiamato quale fondamento dei poteri istruttori esercitati dal TAR.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare la parte ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata e quale presupposto per l'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo ritiene necessari ulteriori elementi per decidere, può disporre incombenti istruttori rivolti all'amministrazione, imponendo il deposito di una nota documentata sui fatti controversi e sulle eventuali sopravvenienze rilevanti.
  • Nell'ambito dell'istruttoria processuale, il giudice può chiedere all'amministrazione di riferire anche sulla persistenza dell'interesse concreto e attuale alla decisione, così da verificare eventuali sopravvenienze incidenti sull'utilità del giudizio.
  • Per evitare duplicazioni documentali, l'amministrazione può richiamare le produzioni effettuate in un giudizio connesso, purché indichi motivatamente che la documentazione acquisita è la medesima.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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