Parere n. 1286/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto con deposito diretto, ex art. 11 d.P.R. n. 1199/1971, dalla società Latero B Sas della Fiorentini Servizi S.r.l. contro Città Metropolitana di Roma Capitale, Roma Capitale - Municipio Roma 1 Centro - e nei confronti di Condominio via Giulia 59 Roma per l’annullamento della comunicazione n. prot. ca/2025/0221580 del 12 novembre 2025 concernente l’annullamento della scia in alternativa al permesso di costruire prot. ca/2023/231954 del 24 dicembre 2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato ha rilevato che l’opposizione di Roma Capitale era rituale e tempestiva e che il ricorso era stato trasposto in sede giurisdizionale. Di conseguenza, non ha esaminato i motivi di merito né l’istanza cautelare e ha espresso il parere che il ricorso straordinario fosse dichiarato improcedibile per trasposizione, con assorbimento della domanda cautelare.
Impugnazione della comunicazione del 12 novembre 2025 concernente l’annullamento della SCIA alternativa al permesso di costruire del 24 dicembre 2023.
Esito
Prevale l’amministrazione
La questione giuridica
La società ricorrente ha impugnato, con istanza cautelare, l’atto con cui è stata annullata la SCIA alternativa al permesso di costruire. Ha dedotto, tra l’altro, la violazione dell’art. 35 d.P.R. 380/2001, difetto di istruttoria e travisamento dei fatti circa la titolarità della particella interessata; la violazione degli artt. 19 e 21-nonies l. 241/1990 e dell’art. 75 d.P.R. 445/2000, per l’asserita mancanza dei presupposti dell’autotutela e per il decorso del termine, nonché la violazione del principio di buon andamento e del legittimo affidamento; infine, l’omessa motivazione sull’interesse pubblico concreto e attuale all’annullamento. Nel corso del procedimento consultivo Roma Capitale ha proposto tempestiva opposizione, chiedendo la trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale.
Osservazioni
Trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale
La ritualità e tempestività dell’opposizione dell’amministrazione, unitamente all’avvenuta trasposizione del ricorso, determinano l’improcedibilità del ricorso straordinario. I motivi di merito e la domanda cautelare restano assorbiti.
Norme richiamate
art. 11 d.P.R. 1199/1971
La disposizione è richiamata quale base normativa per il deposito diretto del ricorso straordinario e per il meccanismo di opposizione e trasposizione in sede giurisdizionale.
art. 35 d.P.R. 380/2001
La ricorrente ne ha dedotto la violazione, sostenendo l’assenza dei presupposti relativi alla realizzazione su suolo appartenente al patrimonio di un ente pubblico; la questione non è stata esaminata per l’improcedibilità.
art. 19 l. 241/1990
La ricorrente ne ha dedotto la violazione in relazione all’annullamento della SCIA; la questione non è stata esaminata.
art. 21-nonies l. 241/1990
La ricorrente ha contestato la sussistenza dei presupposti e dei termini dell’annullamento d’ufficio, nonché l’interesse pubblico concreto e attuale; la questione non è stata esaminata.
art. 75 d.P.R. 445/2000
La disposizione è richiamata dalla ricorrente in relazione all’asserita falsa rappresentazione dei fatti quale presupposto per l’esercizio tardivo dell’autotutela; la questione non è stata esaminata.
art. 97 Cost.
La ricorrente ha invocato il principio di buon andamento in rapporto all’esercizio dell’autotutela e alla tutela dell’affidamento; la questione non è stata esaminata.
Massime di principio
- Quando l’amministrazione propone rituale e tempestiva opposizione al ricorso straordinario e il ricorso viene trasposto in sede giurisdizionale, il ricorso straordinario deve essere dichiarato improcedibile per trasposizione.
- La trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale assorbe l’esame della domanda cautelare proposta nell’ambito del ricorso straordinario e impedisce al Consiglio di Stato di pronunciarsi sui motivi di merito.
Improcedibilità per trasposizione di un ricorso straordinario in materia edilizia
Il Consiglio di Stato, Sezione Prima, ha esaminato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da una società privata contro Città Metropolitana di Roma Capitale e Roma Capitale - Municipio Roma 1 Centro, concernente l’annullamento di una SCIA alternativa al permesso di costruire.
Premesse e oggetto del ricorso
La società ha impugnato la comunicazione del 12 novembre 2025 con cui era stato disposto l’annullamento della SCIA alternativa al permesso di costruire presentata il 24 dicembre 2023. Il ricorso era corredato da un’istanza cautelare.
Motivi dedotti
La ricorrente ha contestato:
- la violazione dell’art. 35 d.P.R. 380/2001 e il difetto di istruttoria, sostenendo che non fosse certa l’appartenenza della particella interessata al patrimonio dell’ente pubblico;
- l’erroneità, l’atipicità, l’illogicità e il travisamento dei fatti del provvedimento;
- la violazione degli artt. 19 e 21-nonies l. 241/1990 e dell’art. 75 d.P.R. 445/2000;
- l’asserita insussistenza dei presupposti per l’esercizio tardivo dell’autotutela, in mancanza di una falsa rappresentazione dei fatti;
- la violazione del buon andamento, del contraddittorio e del legittimo affidamento;
- l’omessa motivazione sull’interesse pubblico concreto e attuale all’annullamento d’ufficio.
Opposizione e trasposizione
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso la relazione relativa all’affare, comunicando che Roma Capitale aveva proposto opposizione in data 8 maggio 2026 e aveva chiesto la trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale. L’opposizione era stata notificata alla ricorrente nella stessa data.
Valutazioni del Consiglio di Stato
La Sezione ha ritenuto rituale e tempestiva l’opposizione e ha rilevato l’avvenuta trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale. In applicazione del meccanismo previsto per il ricorso straordinario, tale circostanza impedisce la prosecuzione della fase consultiva e determina l’improcedibilità del ricorso straordinario per trasposizione.
Il Consiglio di Stato non ha quindi esaminato i motivi relativi all’art. 35 d.P.R. 380/2001, all’autotutela, ai termini, all’affidamento, all’interesse pubblico e ai vizi di istruttoria e motivazione. Anche la domanda cautelare è stata dichiarata assorbita.
Conclusione
Il parere è nel senso di dichiarare il ricorso straordinario improcedibile per trasposizione, senza una decisione sul merito della legittimità dell’annullamento della SCIA.
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