Sentenza n. 563/2026 - Latina, Sezione 1
per l'annullamento di tutti gli atti e provvedimenti, non conosciuti alla ricorrente, con cui la Servizi Pubblici Locali Sezze S.p.a. ha deciso di sottoscrivere con la Dussmann Service S.r.l. il contratto di locazione ad uso non abitativo avente ad oggetto l'immobile sito in Sezze, Via Gattuccia snc Sezze (LT); e quindi per l'accertamento dell'illegittimità del suddetto contratto per violazione dei principi di derivazione comunitaria di trasparenza, concorrenza, parità di trattamento e non discriminazione; nonché per la dichiarazione di inefficacia del contratto di locazione ad uso non abitativo avente ad oggetto l'immobile sito in Sezze, Via Gattuccia snc Sezze (LT) siglato tra la Servizi Pubblici Locali Sezze S.p.a. e la Dussmann Service S.r.l.;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: affidamento diretto e contratto di locazione non abitativa stipulato tra Servizi Pubblici Locali Sezze S.p.A. e Dussmann Service S.r.l. per un immobile da destinare a centro di cottura
Esito
Favorevole al resistente (stazione appaltante)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato gli atti, non conosciuti, con cui la società partecipata pubblica Servizi Pubblici Locali Sezze S.p.A. ha affidato direttamente a Dussmann Service S.r.l. un immobile sito in Sezze, destinato a centro di cottura per il servizio di refezione scolastica. Ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità dell'affidamento e la dichiarazione di inefficacia del contratto di locazione, deducendo la violazione dei principi di derivazione europea di trasparenza, concorrenza, parità di trattamento e non discriminazione, applicabili all'affidamento di un immobile appartenente a una società a totale partecipazione pubblica. L'interesse azionato era strumentale al ricorso incidentale proposto dalla stessa ricorrente nel distinto giudizio relativo alla gara per il servizio di refezione scolastica, nel quale contestava la mancata esclusione della Dussmann.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito la legittimità dell'affidamento diretto e del contratto di locazione. Il giudizio era infatti strettamente connesso a quello relativo alla gara per il servizio di refezione scolastica. In quel procedimento, con sentenza n. 556 del 9 maggio 2026, sono stati respinti i motivi proposti da Dussmann contro la sua esclusione dalla gara e, di conseguenza, è stato dichiarato improcedibile il ricorso incidentale di Bioristoro per sopravvenuta carenza di interesse. Poiché l'esclusione di Dussmann è stata confermata, la ricorrente non conservava più un interesse concreto e attuale a ottenere l'accertamento dell'illegittimità della locazione e la declaratoria di inefficacia del contratto, richiesti esclusivamente per sostenere il ricorso incidentale nel giudizio sulla gara. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
sopravvenuto difetto di interesse
Il ricorso è dichiarato improcedibile quando, per fatti sopravvenuti, viene meno l'interesse concreto e attuale alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nel quadro della definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata o comunque della decisione adottata.
Massime di principio
- Quando l'interesse a impugnare un affidamento o un contratto è esclusivamente strumentale alla coltivazione di una contestazione proposta in un distinto giudizio, la definizione di quest'ultimo in senso incompatibile con l'utilità perseguita determina il sopravvenuto difetto di interesse nel giudizio strumentale.
- La conferma giudiziale dell'esclusione dalla gara dell'operatore economico controinteressato fa venir meno l'interesse dell'altro concorrente a contestare autonomamente un ulteriore presupposto riferibile a quell'operatore, se tale contestazione era finalizzata soltanto a ottenerne l'esclusione dalla gara.
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