Ordinanza n. 518/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Quarta, n. 21108 del 2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lazio, Sezione Quarta, n. 21108 del 2025
Esito
Favorevole al ricorrente (operatore di telecomunicazioni)
Prevale il privato
La controversia
Wind Tre S.p.A. ha appellato la sentenza del TAR Lazio n. 21108 del 2025, chiedendone la riforma e formulando un'istanza cautelare ai sensi dell'art. 98 c.p.a. Il testo dell'ordinanza non espone il contenuto dell'atto amministrativo originariamente contestato né i singoli motivi di appello. Il Consiglio di Stato rileva che le questioni dedotte necessitano di approfondimento nella sede di merito e che la controversia ha carattere essenzialmente patrimoniale.
La decisione
Il Consiglio di Stato accoglie l'istanza cautelare ai soli fini dell'art. 55, comma 10, c.p.a., senza sospendere l'esecutività della sentenza impugnata. In luogo della sospensione, dispone la sollecita fissazione dell'udienza pubblica per la trattazione del merito, fissata al 2 luglio 2026, ritenendo tale misura adeguata a tutelare le esigenze dell'appellante in una controversia essenzialmente patrimoniale. Le spese della fase cautelare sono compensate.
Norme richiamate
art. 98 c.p.a.
Richiamato quale fondamento processuale dell'appello cautelare.
art. 55, comma 10, c.p.a.
Consente, quando la controversia richiede approfondimento nel merito e le esigenze cautelari possono essere adeguatamente tutelate, di fissare sollecitamente l'udienza di merito in luogo della sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato; nel caso concreto la sentenza è rimasta esecutiva.
Massime di principio
- Quando le questioni dedotte in sede cautelare necessitano di un approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria, il giudice può tutelare l'interesse cautelare mediante la sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., anziché sospendere l'atto o la sentenza impugnata.
- Nelle controversie aventi carattere essenzialmente patrimoniale, la sollecita definizione nel merito può costituire una tutela cautelare adeguata, anche quando resta ferma l'esecutività della sentenza impugnata.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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