Cassazione Penale, Sentenza n. 10969/2022 del 25/03/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 02/07/2021 con cui il GIP di Brescia aveva dichiarato inammissibile de plano l'opposizione proposta da Alessandro Medici avverso l'ordinanza del 27/05/2021 relativa alla revoca del sequestro della somma di 7.780,41 euro. Il motivo del ricorso era la violazione di legge per avere il giudice deciso senz'udienza e senza il necessario contraddittorio, adottando una declaratoria di inammissibilità fuori dai casi tassativamente consentiti dalla normativa
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso; ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al GIP del Tribunale di Brescia. Ha stabilito che la declaratoria di inammissibilità 'de plano' è consentita solo in casi tassativi (richieste identiche già rigettate o mancanza delle condizioni poste direttamente dalla legge) e che, nel caso in esame, tali condizioni non risultavano soddisfatte. Ne consegue che la decisione presa senza fissazione dell'udienza e senza garantire il contraddittorio integra nullità assoluta e di ordine generale; nel nuovo giudizio il GIP dovrà rivalutare il compendio probatorio e il collegamento fra la somma sequestrata e la posizione processuale di Medici
Norme richiamate
art. 666 cod. proc. pen.
Disciplinando il procedimento di esecuzione, prevede che la restituzione di beni sottoposti a sequestro sia decisa con ordinanza in contraddittorio e, per l'incidente di esecuzione, con le garanzie del procedimento in camera di consiglio. L'art. 666 comma 2 consente la declaratoria d'inammissibilità de plano solo in casi tassativi
art. 667, comma 4 cod. proc. pen.
Prevede che contro l'ordinanza che decide sulla restituzione il pubblico ministero, l'interessato e il difensore possano proporre opposizione davanti allo stesso giudice, che dovrà procedere secondo le forme dell'incidente di esecuzione di cui all'art. 666, previa fissazione dell'udienza: l'opposizione richiede dunque il contraddittorio
art. 678 cod. proc. pen.
Richiamato insieme all'art. 666 comma 2 per spiegare i limiti della pronuncia de plano: la possibilità di decidere senz'udienza è eccezionale e vincolata a condizioni che escludono qualsiasi giudizio di merito
art. 178, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Consente la rilevazione d'ufficio della nullità di ordine generale e assoluta; la Corte ha ritenuto che la decisione adottata senza contraddittorio, fuori dai casi tassativi, integri tale nullità
art. 179 cod. proc. pen.
Norma collegata alla rilevabilità d'ufficio delle nullità, richiamata per sostenere che la mancata osservanza del contraddittorio è sanabile solo con l'annullamento e la rimessione del giudizio
Massime di principio
- L'opposizione avverso l'ordinanza che respinge la richiesta di restituzione di beni sequestrati deve essere decisa con le garanzie del contraddittorio; il giudice deve fissare l'udienza in camera di consiglio e consentire la partecipazione delle parti.
- La declaratoria di inammissibilità 'de plano' è un'eccezione stretta: è ammessa solo quando la richiesta sia identica, per oggetto e motivi, a un'altra già rigettata o quando difettino le condizioni poste direttamente dalla legge, e comunque quando non sia necessario alcun giudizio di merito.
- La pronuncia senza udienza e senza contraddittorio, se non rientra nei casi tassativi previsti dalla legge, determina una nullità assoluta rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento.
- Non è esperibile ricorso per cassazione contro l'ordinanza che respinge la restituzione, poiché la legge prevede l'opposizione avanti lo stesso giudice; il ricorso per cassazione potrà eventualmente essere proposto contro l'ordinanza che deciderà sull'opposizione.
- In caso di decisione de plano contestabile, la Corte di cassazione annulla e rinvia per nuovo esame, imponendo al giudice di valutare nuovamente il collegamento fra la somma sequestrata e la posizione del ricorrente e di svolgere il contraddittorio necessario.
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