Sentenza n. 1034/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione n. 11 del 6 dicembre 2022, relativa a opere realizzate presso un fabbricato sito in località Previteri, frazione Marina
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione e gli atti presupposti, connessi, istruttori e consequenziali, deducendo censure non esaminate nel merito. Nel corso del giudizio ha dichiarato che, a seguito della presentazione, il 29 maggio 2025, di un'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001, è venuto meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione dell'atto sanzionatorio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Ha ritenuto che la presentazione di un'istanza di accertamento di conformità ex art. 36 d.P.R. 380/2001 sia idonea a consumare l'interesse attuale e concreto alla decisione sull'impugnazione dell'ordinanza di demolizione, poiché l'interessato può contestare l'eventuale diniego della sanatoria e l'eventuale esito positivo può determinare la cessazione della materia del contendere. Il giudice ha inoltre rilevato che la richiesta spontanea di sanatoria è, in linea di principio, incompatibile con la contestazione della legittimità delle opere eseguite, alla luce del divieto di venire contra factum proprium. Il Comune non si è costituito; pertanto, non si è proceduto alla regolazione delle spese, dichiarate nulle.
Norme richiamate
art. 36 d.P.R. 380/2001
L'istanza di accertamento di conformità è idonea a far venir meno l'interesse attuale e concreto alla decisione sull'impugnazione dell'ordinanza di demolizione; l'eventuale diniego può essere autonomamente impugnato, mentre l'eventuale accoglimento può determinare la cessazione della materia del contendere.
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Richiamato quale fondamento processuale della definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni processuali applicabili.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa in udienza camerale.
Massime di principio
- La presentazione di un'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001 può determinare la sopravvenuta carenza dell'interesse attuale e concreto a impugnare un'ordinanza di demolizione, poiché l'interessato può contestare l'eventuale diniego della sanatoria e l'eventuale accoglimento può far cessare la materia del contendere.
- La richiesta spontanea di sanatoria edilizia, in quanto presuppone la verifica della conformità dell'opera, è in linea di principio incompatibile con la contestazione giudiziale della legittimità delle opere eseguite e preclude la prosecuzione delle censure fondate sull'assunto della loro piena legittimità, in applicazione del principio nemo potest venire contra factum proprium.
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