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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16180/2022 del 27/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso articolando tre motivi: 1) censura della sussistenza dell'aggravante della "minorata difesa" (art. 61, n.5 c.p.), ritenendo che la Corte territoriale abbia ritenuto l'aggravante sulla sola base del fatto che i furti fossero commessi di notte senza valutare se il tempo notturno avesse concretamente agevolato la commissione dei reati; 2) censura del rigetto delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.), deducendo la scelta del rito abbreviato e la confessione come elementi da considerare per l'applicazione delle attenuanti; 3) censura sull'ammontare e motivazione della provvisionale riconosciuta alla parte civile, ritenuta sproporzionata rispetto al danno effettivo

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondato il rilievo: richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite, ha confermato che la commissione del reato in orario notturno può integrare l'aggravante della minorata difesa purché sia dimostrato che la notte abbia concretamente ostacolato la difesa (nel caso di specie il magazzino era deserto di notte e quindi la difesa potenziale era effettivamente impedita). Sul secondo motivo ha dichiarato il motivo inammissibile per manifesta infondatezza, osservando che il giudizio del giudice del merito sull'applicazione delle attenuanti generiche è di fatto e adeguatamente motivato (la Corte territoriale ha indicato la particolare intensità del dolo e la gravità del danno come ragioni preponderanti e ha spiegato perché gli elementi addotti dal ricorrente non prevalgono). Sul terzo motivo ha rilevato l'inammissibilità: la statuizione sulla provvisionale è decisione discrezionale e non impugnabile in cassazione. Infine ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.)

Norme richiamate

  • art. 61, n. 5, cod. pen.

    L'aggravante della "minorata difesa" può essere integrata da circostanze di tempo (es. la notte) se tali circostanze si traducono concretamente in una situazione di vulnerabilità del soggetto passivo; non è sufficiente la mera idoneità astratta delle condizioni a favorire il reato

  • art. 62-bis, cod. pen.

    Le circostanze attenuanti generiche sono valutate dal giudice di merito con giudizio di fatto; la scelta del rito abbreviato e la confessione non determinano automaticamente l'applicazione delle attenuanti se prevalgono elementi contrari (es. intensità del dolo e gravità del danno) adeguatamente motivati

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di impugnazione in cassazione richiamata per qualificare i motivi dedotti (violazione di legge e vizi di motivazione)

  • art. 133, cod. pen.

    Elenca gli elementi che il giudice deve considerare nella valutazione delle circostanze attenuanti/attenuanti generiche; la Corte territoriale deve richiamare o indicare gli elementi ritenuti preponderanti

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso in cassazione

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 40275 del 15/07/2021 (Cardellini)

    Principio secondo cui la commissione del reato in tempo di notte può integrare l'aggravante della minorata difesa se la notte ha concretamente ostacolato la pubblica o privata difesa, salvo circostanze neutralizzanti

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 43952 del 13/04/2017 (Pettinelli)

    Conferma che il giudizio sulle attenuanti generiche è di fatto e la sua motivazione è sindacabile in cassazione solo nei limiti della logicità e dell'adeguatezza

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 28535 del 19/03/2014 (Lule)

    Il giudice non è tenuto a menzionare tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli; è sufficiente che indichi gli elementi considerati decisivi

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 44859 del 17/10/2019 (Tuccio)

    La statuizione sulla provvisionale è atto discrezionale e delibativo non impugnabile in cassazione, essendo revocabile o superabile nella fase di liquidazione del risarcimento

Massime di principio

  • La semplice commissione del reato in orario notturno può integrare l'aggravante della minorata difesa solo se il giudice dimostra che il tempo notturno abbia concretamente impedito o ostacolato la difesa del soggetto offeso (es. luogo deserto, assenza di possibili soccorsi).
  • Le decisioni del giudice di merito sull'applicazione delle circostanze attenuanti generiche sono valutazioni di fatto solidamente protette in cassazione: il ricorrente deve dimostrare contraddittorietà o manifesta illogicità nella motivazione per ottenere accoglimento.
  • La scelta del rito abbreviato e la confessione non assicurano automaticamente l'applicazione delle attenuanti generiche: il giudice valuta complessivamente la gravità del fatto e l'intensità del dolo rispetto agli elementi favorevoli.
  • Le statuizioni meramente discrezionali e delibative (come l'assegnazione e la quantificazione di una provvisionale) sono, di norma, non impugnabili in cassazione e verranno eventualmente verificate nella fase di liquidazione del danno.
  • In sede di impugnazione in Cassazione è fondamentale contestare specificamente la motivazione del giudice del merito (e non solo i risultati): occorre dimostrare l'irragionevolezza, la contraddittorietà o la violazione di norme nella motivazione per ottenere l'annullamento.
  • In caso di rigetto del ricorso in Cassazione il ricorrente è normalmente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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