Cassazione Penale, Sentenza n. 42847/2023 del 19/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della conferma in appello della condanna per detenzione ai fini di cessione di sostanza stupefacente (art. 73, comma 5, d.P.R. 9/10/1990 n. 309) per 2,20 gr di crack in dieci involucri. Il ricorso articolava otto motivi: (1) nullità della sentenza di primo grado per presunta incompatibilità del giudice ex art. 34 c.p.p.; (2) mancata esecuzione di perizia tossicologica per dimostrare efficacia drogante; (3) insufficienza della prova circa la destinazione a spaccio; (4) mancato riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p.; (5) mancata applicazione dell'attenuante ex art. 62 n.4 c.p.; (6) mancata concessione della sospensione condizionale della pena; (7) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche (anche per il silenzio processuale); (8) rifiuto della pena pecuniaria sostitutiva ex art. 58 legge 689/81 e mancato utilizzo delle procedure di acquisizione delle informazioni economiche (art. 545-bis c.p.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei motivi (1, 2 parzialmente per questioni di ammissibilità, 3-7) e ha ritenuto infondato l'ottavo motivo. In sintesi la sentenza di merito è stata confermata: Palumbo è stato ritenuto colpevole ex art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 per i fatti commessi il 20/02/2020 (detenzione di 2,20 gr di crack in dieci involucri) e la pena confermata è stata di 1 anno di reclusione e € 4.000,00 di multa (con aumento per recidiva specifica e riduzione per il rito abbreviato). Motivazioni chiave: la presunta incompatibilità del giudice non determina nullità ma costituisce questione di astensione/ricusazione da sollevare tempestivamente; l'opzione per il rito abbreviato vincola il ricorrente circa richieste probatorie successive (perizia) e legittima l'uso delle risultanze già acquisite; la destinazione a cessione è adeguatamente motivata (suddivisione in dieci dosi, atteggiamento con le bustine in bocca, assenza di prova di uso personale); l'attenuante di particolare tenuità (art. 131-bis) non è applicabile per la natura e la modalità del fatto (crack, suddivisione in dosi); l'attenuante ex art. 62 n.4 non è stata dimostrata con elementi concreti sulla specialità del lucro; la sospensione condizionale non era percorribile alla luce della pena e della recidiva; la pena pecuniaria sostitutiva è misura discrezionale valutata anche in termini di efficacia rieducativa (art. 58 legge 689/81 e art. 133 c.p.), e la Corte territoriale ha motivato il rifiuto in modo congruo.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
art. 73, comma 5 (detenzione ai fini di spaccio)
La condotta di detenzione di stupefacenti confezionati in più dosi è valutata come indice di destinazione a cessione; applicazione della fattispecie di cui al comma 5
codice di procedura penale
art. 34, art. 37, art. 438 comma 6, art. 545-bis
Art. 34 (cause di astensione): eventuale incompatibilità deve essere fatta valere con le procedure di astensione o ricusazione e non determina automaticamente la nullità del provvedimento; art. 438 comma 6 e scelta del rito abbreviato 'secco' precludono successivi rilievi sulla mancata integrazione probatoria; art. 545-bis disciplina acquisizione di informazioni economiche per applicazione di sanzioni sostitutive, ma non obbliga il rinvio quando il giudice ritiene comunque non idonea la pena sostitutiva
codice penale
art. 131-bis, art. 62 numero 4, art. 133
Art. 131-bis (non punibilità per particolare tenuità): esclusa se complessiva offensività del fatto è rilevante (natura della sostanza e modalità); art. 62 n.4 (attenuante per lucro di speciale tenuità): richiede puntuale prova del lucro perseguito o conseguito e della speciale tenuità dell'evento; art. 133 (criteri di individualizzazione della pena): parametri utili anche per valutare efficacia rieducativa delle pene sostitutive
legge 24 novembre 1981 n. 689
Art. 56-quater disciplina la pena pecuniaria sostitutiva (calcolo e meccanismi); art. 58 richiede che il giudice valuti quale pena sia più idonea alla rieducazione e alla prevenzione di ulteriori reati, con riferimento ai criteri di cui all'art. 133 c.p.; l'applicazione della pena sostitutiva è discrezionale e non automatica anche se possono essere acquisite informazioni economiche
d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150
modifiche alla legge 689/81
Ha ampliato l'ambito delle sanzioni/pene sostitutive ma non ha eliminato la necessità che il giudice valuti l'idoneità rieducativa della pena sostitutiva
codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285)
Riferimento al decreto penale di condanna per guida senza patente; contestazione distinta dai fatti di stupefacenti e valutata separatamente quanto a possibile incompatibilità del giudice
codice di procedura penale
Riferimento all'estinzione del reato per cui una condanna precedente può risultare dichiarata estinta e dunque non computabile ai fini di alcune applicazioni di recidiva, pur potendo essere considerata ai fini della valutazione complessiva della personalità del condannato
d.lgs. 28 luglio 1989 n. 271
Regole sul contenuto del ricorso per cassazione e sull'obbligo di sinteticità nei motivi riproposti
codice di procedura penale
art. 606, comma 1, lett. b) e e)
Riferimento ai motivi di nullità o di vizio nella motivazione impugnabili in cassazione; nel caso la corte ha ritenuto alcuni di tali rilievi inammissibili per aspecificità o per essere già vincolati dalla scelta del rito
Massime di principio
- L'eventuale incompatibilità del giudice ex art. 34 c.p.p. non annulla automaticamente le decisioni: deve essere tempestivamente fatta valere tramite le procedure di astensione o ricusazione; se non sollevata in tempo è inidonea a determinare la nullità del provvedimento
- La scelta del rito abbreviato, se non condizionata a integrazioni probatorie specifiche, limita la possibilità di contestare successivamente la mancata acquisizione di prove (perizia) e vincola il ricorrente all'utilizzo delle risultanze acquisite anteriormente alla richiesta
- Elementi materiali come la suddivisione della sostanza in dosi preconfezionate, il numero delle dosi, il modo in cui erano portate dall'imputato (es. in bocca) e l'assenza di prova di uso personale costituiscono indici rilevanti e legittimi per qualificare la detenzione come destinata alla cessione
- L'applicazione della non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) dipende da una valutazione complessiva della offensività: natura della sostanza (crack) e modalità di detenzione possono escluderla anche per quantità limitate
- L'attenuante ex art. 62 n.4 richiede prova concreta e specifica del lucro di speciale tenuità (sia perseguito che eventualmente conseguito); richieste generiche senza elementi non sono sufficienti
- La concessione della sospensione condizionale della pena e delle attenuanti generiche è vincolata alla valutazione della personalità, dei precedenti e della gravità del fatto; precedenti, anche se in parte estinti, e comportamenti processuali possono incidere su tale valutazione
- La pena pecuniaria sostitutiva è rimessa a un potere discrezionale del giudice che deve valutare l'idoneità della pena alla rieducazione (art. 58 legge 689/81 e art. 133 c.p.); la mancanza di dettagli economici nella richiesta non è automaticamente preclusiva se il giudice, valutata la personalità e i precedenti, ritiene la sostituzione inefficace
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