Parere n. 769/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dalla Golf Hotel Residences International (G.H.R.I.) s.r.l. contro la Regione Sardegna per l’annullamento della delibera della Giunta regionale 5 settembre 2006, n. 36/7 e gli atti alla stessa connessi.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeImpugnazione della delibera della Giunta regionale della Sardegna 5 settembre 2006, n. 36/7, di approvazione del Piano Paesaggistico Regionale per il primo ambito omogeneo, e degli atti connessi
Esito
Prevale l’amministrazione
La questione giuridica
La società ricorrente, proprietaria di lotti edificabili inclusi nel Piano di Lottizzazione “Golf 1 - Liliccioli” del Comune di Arzachena, ha impugnato il Piano Paesaggistico Regionale e gli atti presupposti e conseguenti, deducendo, tra l’altro, l’incompetenza della Giunta regionale, la violazione del procedimento di formazione del piano, l’omessa considerazione delle osservazioni dei privati e del parere comunale, la mancata rinnovazione del procedimento dopo modifiche normative, l’illegittima attribuzione di funzioni al Comitato scientifico e ai gruppi istruttori e la violazione degli obblighi di concertazione istituzionale con le amministrazioni statali. La questione preliminare esaminata dal Consiglio di Stato ha riguardato la sussistenza dell’interesse concreto, attuale e personale all’impugnazione. La ricorrente aveva prospettato soltanto la possibilità che, a seguito del dimezzamento delle volumetrie edificabili nelle zone F, non residuassero volumetrie disponibili per i propri lotti, senza indicare un provvedimento comunale applicativo che avesse concretamente escluso l’edificabilità.
Il parere
Il Consiglio di Stato ha ritenuto fondata l’eccezione di inammissibilità per carenza originaria di interesse a ricorrere. Nel ricorso straordinario, come nel processo amministrativo, legittimazione e interesse a ricorrere devono sussistere sia al momento della proposizione sia al momento della decisione. L’interesse deve consistere in un vantaggio pratico, concreto, personale e attuale derivante dall’accoglimento dell’impugnazione. Nel caso concreto, la lesione dedotta era meramente eventuale, poiché dipendeva dall’esito futuro del calcolo delle volumetrie disponibili e dall’adozione di un successivo atto comunale applicativo. Inoltre, la società aveva impugnato l’intero Piano Paesaggistico Regionale, anziché una disposizione immediatamente lesiva, e non aveva riscontrato i ripetuti solleciti della Sezione volti a verificare la permanenza dell’interesse alla decisione. Gli atti generali, quale il Piano Paesaggistico Regionale, sono direttamente impugnabili soltanto quando contengano prescrizioni immediatamente lesive; altrimenti l’interesse nasce con l’atto applicativo. Poiché mancava agli atti un provvedimento comunale che avesse escluso l’edificabilità dei lotti per insufficienza delle volumetrie disponibili, il ricorso è stato dichiarato inammissibile senza esame dei motivi di merito.
Osservazioni
Interesse a ricorrere
L’interesse all’impugnazione deve essere concreto, attuale, personale e riferito a un vantaggio pratico conseguibile con l’accoglimento del ricorso; deve sussistere tanto al momento della proposizione quanto a quello della decisione.
Lesione meramente ipotetica e futura
La prospettata eventualità di una futura riduzione o eliminazione delle volumetrie edificabili, subordinata a successivi calcoli e determinazioni amministrative, non integra una lesione immediata e attuale.
Impugnazione dell’atto generale
Un atto generale, quale il Piano Paesaggistico Regionale, è direttamente impugnabile soltanto quando le sue disposizioni incidano immediatamente sulle posizioni soggettive; in mancanza, l’interesse sorge con l’adozione dell’atto applicativo.
Mancata dimostrazione della permanenza dell’interesse
La mancata risposta della ricorrente ai ripetuti solleciti della Sezione per verificare la permanenza dell’interesse alla decisione conferma l’assenza di un interesse attuale alla coltivazione del gravame.
Norme richiamate
art. 100 c.p.c.
La norma, applicabile al processo amministrativo e al ricorso straordinario tramite il rinvio esterno dell’art. 39, comma 1, c.p.a., richiede la sussistenza di un interesse ad agire concreto e attuale.
art. 39, comma 1, c.p.a.
Prevede il rinvio esterno alle disposizioni del codice di procedura civile, consentendo l’applicazione dell’art. 100 c.p.c. al processo amministrativo e al ricorso straordinario.
art. 15, comma 2, lettera a), delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale
La disposizione consentiva, nei comuni privi di PUC, la realizzazione delle previsioni degli strumenti attuativi in zona F approvati e convenzionati prima del 10 agosto 2004, nel rispetto dei parametri previsti dall’art. 6 della l. reg. Sardegna n. 8 del 2004; la sua applicazione concreta avrebbe richiesto successivi accertamenti sulle volumetrie disponibili.
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380
Fonte richiamata dalla ricorrente tra quelle asseritamente violate; il Consiglio di Stato non ne ha esaminato il merito per l’inammissibilità del ricorso.
d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42
Codice dei beni culturali e del paesaggio, richiamato quale parametro di legittimità del Piano Paesaggistico Regionale; il merito delle censure non è stato esaminato.
l. reg. Sardegna 13 luglio 2020, n. 21
Richiamata nel quadro dell’evoluzione normativa sopravvenuta in materia di pianificazione paesaggistica; il parere menziona le sentenze della Corte costituzionale che ne hanno dichiarato l’illegittimità, senza fondare su tale profilo la decisione finale.
Massime di principio
- Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, l’interesse a ricorrere costituisce una condizione dell’azione e deve sussistere sia al momento della proposizione del ricorso sia al momento della decisione.
- L’interesse a ricorrere è configurabile soltanto quando l’accoglimento dell’impugnazione possa procurare al ricorrente un vantaggio pratico, concreto, personale e attuale; non è sufficiente una mera possibilità futura di lesione.
- Gli atti amministrativi generali sono direttamente impugnabili soltanto quando contengano prescrizioni immediatamente lesive delle posizioni soggettive; in caso contrario, l’interesse all’impugnazione sorge con l’adozione dell’atto applicativo.
- La mancata risposta del ricorrente ai solleciti dell’organo decidente volti a verificare la permanenza dell’interesse alla decisione può concorrere a dimostrare il venir meno dell’interesse alla coltivazione del gravame.
Impugnazione del Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna
Il parere riguarda un ricorso straordinario proposto da una società proprietaria di alcuni lotti edificabili inclusi nel Piano di Lottizzazione “Golf 1 - Liliccioli”, nel Comune di Arzachena, contro la delibera della Giunta regionale della Sardegna 5 settembre 2006, n. 36/7, di approvazione del Piano Paesaggistico Regionale relativo al primo ambito omogeneo, nonché contro gli atti connessi.
Premesse e contenuto del ricorso
La lottizzazione era stata approvata e convenzionata prima del 2004, risultava completamente urbanizzata e pressoché totalmente edificata. La società sosteneva che l’art. 15, comma 2, lettera a), delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Regionale avrebbe subordinato l’utilizzo dei lotti al previo calcolo del dimezzamento delle volumetrie realizzabili nelle zone F e alla verifica della permanenza di volumetrie disponibili.
La società aveva dedotto numerosi vizi, tra cui:
- incompetenza della Giunta regionale ad approvare un piano avente, secondo la prospettazione della ricorrente, natura prevalentemente regolamentare;
- violazione delle regole procedimentali di formazione del piano e omessa adeguata considerazione delle osservazioni dei privati e del parere comunale;
- mancata rinnovazione del procedimento dopo modifiche normative intervenute nel corso dell’iter di approvazione;
- illegittima attribuzione di un ruolo determinante al Comitato scientifico e ai gruppi istruttori;
- violazione delle regole di concertazione istituzionale e dell’intesa con i Ministeri competenti.
Verifica della permanenza dell’interesse
Nel corso del procedimento la Sezione ha adottato più pareri interlocutori e ha rivolto ripetuti solleciti alla società affinché confermasse la permanenza dell’interesse alla decisione e fornisse gli elementi istruttori richiesti. La società non ha depositato alcun riscontro.
La Regione Sardegna, invece, ha trasmesso una relazione nel 2025, eccependo l’inammissibilità del ricorso per l’originaria carenza di interesse e controdeducendo anche nel merito alle censure.
Interesse a ricorrere
Il Consiglio di Stato ha richiamato il principio secondo cui, anche nel ricorso straordinario, legittimazione e interesse a ricorrere sono condizioni dell’azione e devono permanere sino alla decisione. L’interesse consiste nel vantaggio pratico e concreto che il ricorrente può ottenere dall’eventuale annullamento dell’atto.
Il ricorrente deve quindi dimostrare una lesione diretta, concreta e attuale. Non è sufficiente la prospettazione di un danno meramente possibile, subordinato a futuri accertamenti o a successivi provvedimenti amministrativi.
Applicazione al caso concreto
La lesione prospettata dalla società dipendeva dall’esito futuro del calcolo delle volumetrie edificabili nelle zone F. Soltanto dopo tale calcolo sarebbe stato possibile stabilire se le volumetrie disponibili fossero insufficienti e se i lotti della società non potessero essere utilizzati secondo la loro destinazione urbanistica.
Mancava, inoltre, un provvedimento comunale applicativo che avesse concretamente escluso l’edificabilità dei lotti per insufficienza delle volumetrie disponibili. La società aveva quindi impugnato l’intero Piano Paesaggistico Regionale sulla base di una potenzialità lesiva ipotetica e futura.
Impugnabilità degli atti generali
Il Piano Paesaggistico Regionale è stato qualificato come atto generale. Secondo il principio richiamato nel parere, gli atti generali sono direttamente impugnabili soltanto quando contengano disposizioni immediatamente lesive delle posizioni soggettive dei destinatari.
Quando la lesione dipende invece da un successivo atto applicativo, l’interesse a ricorrere si concretizza soltanto con l’adozione di tale atto. Nel caso esaminato, sarebbe stato necessario attendere l’eventuale provvedimento comunale concretamente lesivo.
Conclusione
Il Consiglio di Stato ha ritenuto fondata l’eccezione di inammissibilità, rilevabile anche d’ufficio, per mancanza originaria di un interesse attuale e concreto all’annullamento del Piano. La mancata risposta della società ai ripetuti solleciti della Sezione ha inoltre confermato l’assenza di un puntuale interesse alla definizione del ricorso.
La Sezione ha pertanto espresso il parere che il ricorso straordinario debba essere dichiarato inammissibile, senza esaminare nel merito le censure formulate contro il Piano Paesaggistico Regionale.
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