Sentenza n. 2484/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Liguria che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'appellante ha impugnato la sentenza del TAR Liguria che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza dirigenziale comunale di demolizione, adottata ai sensi dell'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001. L'ordinanza riguardava un'autorimessa interrata realizzata in difformità quanto a sagoma, quote di imposta e mancato interramento, nonché la realizzazione di due alloggi soprastanti. I motivi d'appello deducevano la violazione e falsa applicazione degli artt. 31, 32 e 34 del d.P.R. n. 380/2001, degli artt. 136 e 142 del d.lgs. n. 42/2004, dell'art. 142 del medesimo decreto in relazione al r.d. n. 3267/1923 e alla l.r. n. 4/1999, nonché degli artt. 7, 8 e 10 della l. n. 241/1990. Venivano contestati il difetto dei presupposti per la demolizione, il travisamento dei fatti e dei presupposti, il difetto di istruttoria, l'irragionevolezza, la contraddittorietà e il difetto di motivazione dell'ordinanza e della sentenza impugnata, anche con riferimento ai vincoli paesaggistici e idrogeologici richiamati nella vicenda.
La decisione
Nel corso del giudizio d'appello, con atto depositato il 12 gennaio 2026, l'appellante ha dichiarato di avere deciso di ottemperare all'ordinanza comunale e di avere demolito gli abusi edilizi oggetto della sanzione. Tale demolizione ha determinato il venir meno dell'interesse alla coltivazione dell'appello. Il Consiglio di Stato, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., ha quindi dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito i motivi d'appello e senza pronunciarsi sulla legittimità dell'ordinanza o della sentenza di primo grado. Non vi è stata pronuncia sulle spese, poiché il Comune non si è costituito in giudizio.
Norme richiamate
art. 84, comma 4, c.p.a.
La sopravvenuta demolizione degli abusi da parte dell'appellante e la conseguente dichiarazione di venir meno dell'interesse alla decisione comportano l'improcedibilità dell'appello per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 31 d.P.R. n. 380/2001
Costituisce la base normativa dell'ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, ma la sua applicazione non è stata esaminata nel merito per l'improcedibilità dell'appello.
art. 32 d.P.R. n. 380/2001
È stato richiamato tra le norme la cui violazione era dedotta con l'appello; il giudice non ne ha esaminato l'applicazione concreta.
art. 34 d.P.R. n. 380/2001
È stato richiamato tra le norme relative alle sanzioni edilizie dedotte dall'appellante; il giudice non ne ha esaminato l'applicazione concreta.
artt. 136 e 142 d.lgs. n. 42/2004
Sono stati richiamati dall'appellante in relazione ai vincoli paesaggistici; la questione è rimasta assorbita dalla dichiarata improcedibilità.
artt. 7, 8 e 10 l. n. 241/1990
Sono stati richiamati dall'appellante con riferimento alle garanzie partecipative e agli asseriti vizi di motivazione e contraddittorietà; il giudice non ha esaminato tali censure.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente o appellante elimina spontaneamente la situazione materiale oggetto del provvedimento impugnato e dichiara conseguentemente di non avere più interesse alla decisione, il ricorso o l'appello diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a.
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse conseguente all'ottemperanza spontanea a un'ordinanza di demolizione impedisce l'esame nel merito dei vizi dedotti contro l'atto e contro la sentenza di primo grado.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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