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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37895/2022 del 06/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato accolto: la Corte ha ritenuto che l'esistenza di due precedenti penali per furto, come risultante dal certificato, determina la 'serialità' ostativa all'applicazione dell'art. 131-bis c.p.; la sentenza impugnata è stata annullata e il procedimento rinviato alla Corte d'appello di Perugia per nuovo esame.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di L'Aquila che aveva assolto l'imputato per non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p.; il Procuratore Generale deduce che dal certificato penale emergono due precedenti penali specifici per furto, circostanza che renderebbe la condotta abituale/seriale e quindi incompatibile con l'applicazione della causa di non punibilità.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    L'art. 131-bis disciplina la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto collegando l'incidenza dell'istituto non solo alla lieve offensività del reato ma anche all'assenza di abitualità del comportamento; la normativa esclude l'applicazione del beneficio ai comportamenti 'seriali' che si concretizzano in una pluralità di illeciti della stessa indole, con la giurisprudenza che individua nella presenza di due precedenti specifici l'elemento che, unitamente al fatto contestato, configura la serialità.

  • art. 624 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di furto; citata perché i precedenti penali dell'imputato risultano relativi a furto, e quindi rilevanti per valutare la specificità e la ripetizione della condotta ai fini dell'applicabilità dell'art. 131-bis.

  • art. 625 cod. pen.

    Norma che contempla circostanze aggravanti in materia di furto (richiamata insieme all'art. 624 per identificare la natura dei precedenti specifici rilevanti ai fini della serialità).

  • Giurisprudenza: Sez. U., n. 13681 del 25/02/2016 (Tushaj, Rv. 266593)

    Massima interpretativa richiamata: la normativa è tassativa nel vietare l'applicazione dell'art. 131-bis quando ricorra la serialità; il terzo illecito della stessa indole (ovvero due precedenti più il fatto contestato) realizza la serialità ostativa.

Massime di principio

  • Per l'applicazione dell'art. 131-bis occorre valutare sia la lieve offensività del fatto sia l'assenza di abitudinarietà: precedenti specifici per lo stesso tipo di reato possono escludere il beneficio.
  • La presenza di due precedenti penali specifici per reati della stessa indole è determinante: insieme al fatto contestato costituisce 'serialità' che ostacola il riconoscimento della non punibilità per tenuità.
  • Il certificato penale è documento chiave per l'accertamento della recidiva/serialità; chi invoca l'art. 131-bis deve pridurre elementi per dimostrare l'inesistenza di abitudinarietà o per distinguere i precedenti dal fatto attuale.
  • In sede di impugnazione il Procuratore Generale può ottenere l'annullamento della sentenza se la valutazione della corte territoriale omette o interpreta erroneamente il profilo dell'abitualità.
  • In casi analoghi è opportuno verificare: natura e data dei precedenti, eventuale riabilitazione o estinzione, e se i precedenti riguardano il medesimo tipo di illecito; tali elementi determinano l'ammissibilità dell'istituto della particolare tenuità.

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