Sentenza n. 520/2026 - Cagliari, Sezione 2
per l'annullamento: - della nota prot. n. 0017002 del 15.12.2025 a firma del Responsabile del Settore Lavori pubblici e Tutela del Paesaggio, che nega il diritto di accesso agli atti dei ricorrenti di cui all’istanza n. 0014307 del 21.10.2025; - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale; e per l’accertamento del diritto dei ricorrenti all’ostensione dei documenti richiesti con la sopracitata istanza di accesso agli atti e successivi solleciti, con conseguente condanna dell’Amministrazione intimata a provvedere alla consegna della documentazione richiesta, in particolare della Convenzione di gestione attualmente in essere, ovvero, in caso di inesistenza o introvabilità degli atti richiesti di attestarlo formalmente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego, in parte qua, di accesso alla convenzione o all'atto di affidamento relativo alla gestione dell'impianto sportivo comunale "Pasquale Pinna"
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti, proprietari di un’area e di un complesso immobiliare direttamente confinanti con l’impianto sportivo comunale, hanno proposto ricorso ai sensi dell’art. 116 c.p.a. contro il diniego di accesso alla convenzione o all’atto di affidamento attualmente in essere. L’istanza era motivata dall’esigenza di tutelarsi rispetto alla continua caduta di palloni nella proprietà privata, alle conseguenti molestie, ai rischi per persone e cose, ai danni alle aree verdi e alle pertinenze, nonché all’ingresso sistematico di soggetti non autorizzati nella proprietà per recuperare i palloni, con danni alla recinzione e pregiudizi alla privacy e alla sicurezza degli ospiti. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità del ricorso sostenendo che l’istanza non individuava una posizione giuridica o un interesse concreto e attuale legittimante l’accesso ordinario. Nel corso del giudizio, tuttavia, l’Amministrazione ha comunicato, dopo approfondite ricerche, di non avere rinvenuto la convenzione richiesta e di non detenerla, risultando l’atto irreperibile.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso nel merito, ritenendo di poter prescindere dall’eccezione di inammissibilità sollevata dal Comune. La decisione si fonda sulla dichiarata irreperibilità del documento richiesto: l’Amministrazione ha rappresentato, sulla base di ricerche specifiche e sotto la propria responsabilità, di non detenere la convenzione nei propri archivi. In applicazione del principio ad impossibilia nemo tenetur, il giudice ha ritenuto che non sia possibile imporre alla pubblica amministrazione l’esibizione di un documento che essa dichiari oggettivamente di non possedere, né imporle la prova del fatto negativo della non detenzione. Le spese sono state compensate per giusti motivi, in considerazione della complessità della vicenda.
Norme richiamate
art. 116 c.p.a.
Disciplina il rito speciale per le controversie in materia di accesso ai documenti amministrativi; il ricorso è stato esaminato, ma respinto perché il documento richiesto è risultato non reperibile e non detenuto dall’Amministrazione.
Massime di principio
- Nel giudizio in materia di accesso, non può essere ordinata l’esibizione di un documento quando l’amministrazione dichiari, sulla base di ricerche approfondite, circostanze oggettive e specifiche e sotto la propria responsabilità, di non detenerlo o di non averlo reperito nei propri archivi.
- Il principio ad impossibilia nemo tenetur impedisce di imporre alla pubblica amministrazione un obbligo di ostensione avente ad oggetto un documento non nella sua disponibilità materiale.
- L’amministrazione non è tenuta a fornire la prova assoluta del fatto negativo della non detenzione del documento; è sufficiente una dichiarazione circostanziata, fondata su ricerche oggettive e specifiche, salva la responsabilità dell’ente per la veridicità di quanto dichiarato.
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