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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40828/2022 del 27/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente chiedeva la restituzione di beni oggetto di confisca disposta ai sensi dell'art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992 n. 306 (ora art. 240-bis c.p.), relativi a beni sequestrati a Giovanni Palmiro Orru e a Roberta Toccacieli con sentenza di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p. del 10/02/2014. La Toccacieli deduceva che la presunta sproporzione tra gli immobili confiscati e le altre disponibilita di Orru non sussisteva perché quei beni non sarebbero mai stati pagati dall'imputato, e sosteneva che il giudice dell'esecuzione non avrebbe esaminato tale argomento e avrebbe giudicato generica la documentazione prodotta.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericita. Ha ritenuto che non sono state prospettate sopravvenienze di fatto nuove e rilevanti idonee a superare il giudicato sulla confisca e che la censura risultava una mera riedizione dell'istanza originaria. La Corte ha richiamato orientamenti sulla necessita, per ottenere la revoca della confisca in sede esecutiva, di provare elementi nuovi e sopravvenuti che incidano sul giudicato; ha altresi osservato la specificita del caso trattato con sentenza ex art. 444 c.p.p. e la mancanza di concreta allegazione di nuovi fatti non valutati. Per questi motivi il ricorso e stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.l. 8 giugno 1992 n. 306, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 1992 n. 356 (art. 12-sexies)

    art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992 n. 306, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 1992 n. 356 (ora art. 240-bis cod. pen.)

    La norma disciplina la confisca per reati che la prevedono; la Corte sottolinea che la revoca della confisca in sede esecutiva e ammissibile solo se fondata su prove nuove e sopravvenute che possano incidere sul giudicato che ha posto le basi della misura patrimoniale

  • art. 444 cod. proc. pen.

    art. 444 c.p.p. (applicazione della pena su richiesta delle parti)

    La sentenza resa ai sensi dell'art. 444 ha valore decisorio diverso dalla tradizionale condanna, e nel caso concreto la Corte rileva che non sono state prospettate sopravvenienze tali da incidere sul relativo giudicato

  • art. 667, comma 4 e art. 676 cod. proc. pen.

    art. 667, comma 4 e art. 676 c.p.p.

    Riferimenti procedurali richiamati nella giurisprudenza per la procedura di impugnazione / incidenti relativi alla revoca del sequestro o alla rimozione del provvedimento esecutivo; la Corte ricorda i rimedi disponibili in sede esecutiva ma ne delimita l'ambito applicativo

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che autorizza la condanna alle spese e a somme a favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso infondato o inammissibile; la Corte ha applicato tale sanzione per genericita del ricorso

Massime di principio

  • Per ottenere la revoca di una confisca in sede esecutiva occorre proporre prove nuove e sopravvenute che possano effettivamente incidere sul giudicato su cui si fonda la confisca; mere riargomentazioni non ammettono il ricorso
  • Se la confisca deriva da una sentenza ex art. 444 c.p.p. (applicazione pena su richiesta), e comunque da un giudicato, la strada corretta per eliminare l'accertamento giudiziale e la misura collegata e il rimedio della revisione del giudicato quando sussistono elementi nuovi idonei
  • La domanda al giudice dell'esecuzione deve essere circostanziata e documentata con prove specifiche che colleghino concretamente la provenienza, il pagamento o la non pertinenza dei beni; documentazione generica e deduzioni ipotetiche determinano l'inammissibilita
  • Prima di proporre impugnazioni in Cassazione o in sede esecutiva, valutare se l'argomento prospettato costituisce effettivamente 'novum' non valutato dal giudice di merito; in caso contrario la censura rischia di essere dichiarata generica
  • Esiste il rischio di condanna alle spese e a sanzioni (es. somma alla Cassa delle ammende) per ricorsi inammissibili o manifestamente infondati; fare attenzione alla qualita e specificita delle doglianze e delle prove allegate

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