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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12663/2025 del 02/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che confermava la condanna per concorso nel trasporto e nella detenzione di un ingente quantitativo di cocaina (capo 1). SULA deduce vizi di motivazione e carenza probatoria, contestando la valenza indiziaria degli elementi acquisiti (presenza nel bagagliaio, guida della vettura fino al garage, dichiarazioni di NDREKA, intercettazioni), la contraddittorieta quanto all'applicazione dell'aggravante per ingente quantita e la mancata concessione delle attenuanti generiche (buon comportamento processuale, radicamento in Italia, essere stato vittima di aggressione). MAMO censura l'affermazione di responsabilita per il capo 1 per vizio di motivazione e contraddittorieta: sostiene di essere stato ritenuto concorrente senza adeguati elementi, essendo la sua versione del tentativo di rapina ritenuta attendibile; contesta inoltre l'applicazione dell'aggravante ex art. 80, la qualificazione giuridica del possesso della pistola (capo 2) e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della misura del trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso del SULA, confermando le valutazioni di merito sulla sua responsabilita e condannandolo al pagamento delle spese processuali e di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende. Quanto al MAMO, la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al capo 1) (con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Milano per nuovo giudizio su quel capo e per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio relativo al capo 2 considerato reato satellite). Le restanti doglianze sono state dichiarate inammissibili. In sostanza: confermata la condanna di SULA; parziale accoglimento per MAMO con annullamento del capo relativo al reato di droga e rinvio per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 309 del 1990

    art. 73 richiamato per la rilevanza penale del trasporto e della detenzione di sostanze stupefacenti; art. 80 richiamato come aggravante per l'ingente quantita e valutato in base alle risultanze di merito

  • Codice penale

    utilizzato per determinare la responsabilita in concorso, cioe per ritenere il MAMO concorrente nella condotta del trasporto di stupefacente se aderente al piano criminoso

  • Codice penale

    articolo 59, secondo comma

    richiamato in relazione alla discussa ipotesi di ignoranza incolpevole circa il contenuto del borsone e al regime delle attenuanti generiche

Massime di principio

  • La Cassazione applica rigidamente il principio della 'doppia conforme': quando le decisioni di primo e secondo grado concordano su valutazioni di fatto la censura in sede di legittimita che rievochi solo una diversa lettura del merito risulta spesso inammissibile.
  • Per affermare responsabilita in concorso il giudice deve motivare coerentemente l'elemento soggettivo: non basta una ricostruzione congetturale che sostituisca il dolo dichiarato dall'imputato con la consapevolezza di un contenuto illecito senza adeguati riscontri probatori.
  • Le circostanze materiali (persona trovata vicino al borsone, posizione nell'auto, fuga, rinvenimento arma) e le dichiarazioni di terzi o captazioni possono legittimare inferenze sulla partecipazione al traffico di stupefacenti, ma tali inferenze devono essere logicamente collegate e non basate su mere supposizioni.
  • L'aggravante per ingente quantita richiede motivazione puntuale: il giudice puo desumere conoscenza del carico anche da elementi indiretti (comportamento, ruolo, modalita dell'azione), ma deve spiegare il passaggio logico che porta a escludere l'ignoranza incolpevole.
  • Le attenuanti generiche non sono automatiche: il loro riconoscimento richiede una valutazione motivata del comportamento processuale e del concreto inserimento sociale; la mera proclamazione di buoni comportamenti o radicamento non basta se i fatti e gli indizi ricostruiti indicano vicinanza ad ambienti criminosi.
  • Se la Corte d'appello discosta la ricostruzione del primo giudice deve costruire una motivazione autonoma e coerente; la Cassazione annulla quando riscontra contraddizioni logiche o forzature interpretative nella spiegazione del dolo o nella connessione tra fatti e conclusioni.

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