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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50069/2023 del 15/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del riesame che confermava la custodia in carcere. I motivi di ricorso erano: 1) incompetenza per territorio (sosteneva che l'associazione per delinquere era ideata a Catania e che pertanto la competenza fosse del GIP di Catania, mentre a Trento si sarebbe consumato solo il versamento); 2) carenze e contraddittorietà nella motivazione sull'identificazione dell'imputato (uso di autovettura intestata a terzi e identificazione fotografica a distanza di giorni); 3) insufficienza della gravità indiziaria e violazione dell'art. 416 c.p. (la partecipazione sarebbe fondata unicamente su chat Sky ECC senza riscontri e senza prova dell'elemento soggettivo); 4) mancanza delle esigenze cautelari, con la contestazione che il Tribunale avrebbe fatto ricorso a presunzioni non considerando il ruolo marginale del Cardaciotto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul merito procedurale: il primo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato poiché la competenza è stata correttamente determinata ai sensi dell'art. 16 c.p. (nei reati connessi la competenza si radica nel luogo di commissione del reato piu grave, qui il riciclaggio consumato a Trento con il versamento bancario). Il secondo e terzo motivo sono stati giudicati aspecifici e dunque inammissibili perché non hanno affrontato compiutamente la motivazione del provvedimento impugnato; la Corte ha inoltre rilevato che l'identificazione si fondava su più avvistamenti dell'agente sotto copertura (quattro consegne) e che l'impianto probatorio non si basava solo sulle chat ma anche su confessioni di coindagati (Claudio Rosi, Giuseppe Alì Cheaitelly Saheli), resoconti dell'agente sotto copertura e dichiarazioni di altro coindagato (Giuseppe Gulli), oltre alla descrizione di un articolato meccanismo delinquenziale (anche con token di riconoscimento). Il quarto motivo sulle esigenze cautelari è stato ritenuto manifestamente infondato: il Tribunale ha motivato congruamente la necessità della misura in considerazione del contesto delinquenziale, degli ingenti importi, del rapporto fiduciario e della reiterazione delle condotte (quattro trasporti). Conseguenze: ricorso inammissibile, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; rinvio degli adempimenti alla cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter.

Norme richiamate

  • art. 16 cod. pen.

    nei reati connessi la competenza si radica nel luogo di commissione del reato piu grave

    La Corte ha interpretato che, nei reati connessi, la competenza territoriale si determina dal luogo in cui è stato consumato il reato piu grave (qui il riciclaggio), escludendo pertanto rilievo determinante del luogo in cui sia stata ideata l'associazione

  • art. 416 cod. pen.

    La norma sulla associazione per delinquere è stata invocata a titolo descrittivo; la Corte osserva che l'accertamento della sussistenza dell'associazione si fonda su un complesso di elementi probatori e non solo sulle chat

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Richiamata come presidio di ammissibilità dei motivi di cassazione relativi alla gravità indiziaria; la Corte ha ritenuto i motivi aspecifici e non confrontati con la motivazione impugnata, quindi inammissibili

  • art. 606, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamata rispetto ai profili sulle esigenze cautelari; la Corte spiega che i vizi della motivazione rilevabili in cassazione sono solo quelli tassativamente indicati dalla legge e che non è consentito rimettere in discussione la valutazione di merito salvo manifesta illogicita o violazione di norma

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Invocata per censure sulla motivazione (identificazione); la Corte ha ritenuto le censure generiche e non confrontate con il provvedimento impugnato

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Norma sulle esigenze cautelari: la Corte ha ricordato che l'insussistenza delle esigenze cautelari è sindacabile in cassazione solo se produce violazione di specifiche norme o manifesta illogicita della motivazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese e l'eventuale ammenda per ricorso inammissibile: applicata per imporre il pagamento delle spese e 3.000 euro alla Cassa delle ammende

  • art. 94, comma 1-ter cod. proc. pen.

    Norma richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia

Massime di principio

  • La competenza territoriale nei reati connessi si determina dal luogo in cui è stato consumato il reato piu grave; il luogo dell'ideazione o del coordinamento non prevale se il reato piu grave è stato consumato altrove.
  • Le censure in cassazione devono essere specifiche e confrontarsi espressamente con la motivazione impugnata; motivi generici o non correlati alla decisione sono inammissibili.
  • L'identificazione fondata su piu avvistamenti e su atti investigativi dell'agente sotto copertura può essere considerata elemento sufficiente di riconoscimento, salvo prova contraria convincente.
  • La valutazione della gravità indiziaria e delle esigenze cautelari è per lo piu rimessa al giudice di merito; la Corte di legittimità interviene solo per vizi di legge o per manifesta illogicita della motivazione.
  • Quando l'ordinanza cautelare si fonda su un complesso di elementi (chat, dichiarazioni di coindagati, riscontri investigativi, meccanismi organizzativi), la contestazione basata su singoli elementi isolati rischia di risultare inefficace in cassazione.
  • Il ricorrente che propone un ricorso inammissibile puo essere condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma alla Cassa delle ammende; pertanto conviene valutare attentamente l'ammissibilità e la specificità dei motivi prima di proporre ricorso.

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