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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-544/23

Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 1° agosto 2025. — T.T. e BAJI Trans, s.r. o. contro Národný inšpektorát práce. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Najvyšší správny súd Slovenskej republiky. — Rinvio pregiudiziale – Regolamenti (CEE) n. 3821/85 e (UE) n. 165/2014 – Obbligo di controllo periodico dei tachigrafi – Deroga – Articolo 49, paragrafo 1, ultima frase, e articolo 51, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Principio di retroattività della legge penale più favorevole – Sanzioni amministrative di natura penale – Ricorso per cassazione – Nuova legge entrata in vigore successivamente alla sentenza impugnata – Nozione di “condanna definitiva”. — Causa C-544/23

Giurisprudenza europea62023CJ0544

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte, in Grande Sezione, chiarisce che le sanzioni amministrative per violazioni in materia di tachigrafi rientrano nell’attuazione del diritto dell’Unione e dunque nell’ambito della Carta. Stabilisce poi che il principio della retroattività della lex mitior vale per le sanzioni amministrative di natura penale e deve essere applicato anche in sede di ricorso per cassazione, se la condanna non è ancora definitiva in senso autonomo europeo. Il diritto nazionale non può impedire tale applicazione quando il rimedio impugnatorio ordinario è ancora esperibile o pendente.

Rinvio pregiudiziale su applicazione della Carta a una sanzione amministrativa per tachigrafo e sulla retroattività della legge più favorevole in pendenza di ricorso per cassazione.

La questione giuridica

Se uno Stato membro "attui il diritto dell’Unione" quando sanziona amministrativamente la violazione di obblighi imposti dai regolamenti sui tachigrafi; se l’articolo 49, paragrafo 1, ultima frase, della Carta si applichi a sanzioni amministrative di natura penale e ai procedimenti di controllo giurisdizionale; se la nozione di "condanna definitiva" dipenda dal diritto nazionale o da un criterio autonomo UE; e se il giudice di cassazione debba applicare la normativa sopravvenuta più favorevole intervenuta dopo la decisione impugnata.

Principio di diritto

La Corte afferma che uno Stato membro attua il diritto dell’Unione quando, in esecuzione dei regolamenti sui tachigrafi, prevede e applica sanzioni amministrative per la loro violazione e quando, nell’ambito della facoltà conferita dal regolamento n. 165/2014, esonera alcune categorie di veicoli. Inoltre, l’articolo 49, paragrafo 1, ultima frase, della Carta si applica alle sanzioni amministrative di natura penale e impone al giudice investito di un ricorso per cassazione di applicare la normativa più favorevole sopravvenuta, purché la modifica rifletta un mutamento di valutazione sulla qualificazione penale dei fatti o sulla pena; ai fini di tale disposizione, una condanna non è "definitiva" finché è ancora esperibile un rimedio ordinario di impugnazione, anche se il diritto nazionale qualifica il ricorso come straordinario o considera la decisione già definitiva.

Norme richiamate

  • Articolo 267 TFUE
  • Articolo 49, paragrafo 1, ultima frase, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 51, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Regolamento (CEE) n. 3821/85
  • Regolamento (UE) n. 165/2014
  • Regolamento (CE) n. 561/2006
  • Regolamento (UE) 2020/1054
  • Regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95
  • Direttiva 2006/22/CE
  • Direttiva (UE) 2020/1057

Sanzione amministrativa per tachigrafo e applicazione della Carta

La pronuncia riguarda un rinvio pregiudiziale del Najvyšší správny súd Slovenskej republiky in una controversia tra T.T. e BAJI Trans s.r.o. e l’Ispettorato nazionale del lavoro slovacco. La Corte era chiamata a stabilire se la Carta, e in particolare il principio della retroattività della legge penale più favorevole, si applichi a una sanzione amministrativa inflitta per la violazione degli obblighi sui tachigrafi nei trasporti su strada.

Contesto fattuale e normativo

T.T. era stato sanzionato con una multa di 200 euro per aver guidato, il 4 novembre 2015, un veicolo adibito al trasporto di calcestruzzo pronto per l’uso il cui tachigrafo non era stato sottoposto a controllo periodico valido. Al momento dei fatti erano rilevanti il regolamento (CEE) n. 3821/85 e, successivamente, il regolamento (UE) n. 165/2014, che impongono l’installazione e l’ispezione periodica dei tachigrafi e obbligano gli Stati membri a prevedere sanzioni per le violazioni.

Prima questione: attuazione del diritto dell’Unione ai sensi dell’articolo 51, paragrafo 1, della Carta

La Corte ricorda che gli Stati membri attuano il diritto dell’Unione quando adottano misure sanzionatorie richieste da un atto dell’Unione. Nel caso di specie, le autorità slovacche hanno dato attuazione agli articoli 19, paragrafo 1, del regolamento n. 3821/85 e 41, paragrafo 1, del regolamento n. 165/2014 infliggendo una sanzione amministrativa per la violazione degli obblighi relativi ai tachigrafi.

La Corte osserva inoltre che la successiva scelta del legislatore slovacco di esonerare taluni veicoli, avvalendosi della facoltà prevista dall’articolo 3, paragrafo 2, del regolamento n. 165/2014, costituisce anch’essa attuazione del diritto dell’Unione. Ne consegue che la controversia rientra nell’ambito di applicazione della Carta.

Seconda questione: applicabilità dell’articolo 49, paragrafo 1, ultima frase, della Carta alle sanzioni amministrative di natura penale

La Corte precisa che il principio di retroattività della legge penale più favorevole vale nel settore penale. Per stabilire se una sanzione amministrativa vi rientri, occorre verificare tre criteri consolidati:

  • qualificazione giuridica dell’illecito nel diritto nazionale;
  • natura dell’illecito;
  • grado di severità della sanzione.

Nel caso concreto, la multa sembra perseguire finalità deterrenti e repressive e potrebbe essere accompagnata da conseguenze ulteriori, ma spetta al giudice nazionale verificare se, nel complesso, abbia natura penale. Se così fosse, l’articolo 49, paragrafo 1, ultima frase, della Carta si applicherebbe anche se la sanzione è stata irrogata da un’autorità amministrativa e poi sottoposta a controllo giurisdizionale.

La Corte aggiunge che la modifica successiva del quadro normativo - con il regolamento (UE) 2020/1054 e con la disciplina nazionale che recepisce l’esenzione per i veicoli destinati al trasporto di calcestruzzo pronto per l’uso - riflette un mutamento di posizione del legislatore sulla necessità di imporre il tachigrafo per tali veicoli. In tale ipotesi, la lex mitior può operare.

Nozione autonoma di "condanna definitiva"

Per l’applicazione dell’articolo 49, paragrafo 1, ultima frase, della Carta, la Corte afferma che la nozione di condanna definitiva è autonoma e uniforme nel diritto dell’Unione. Non basta che la decisione sia considerata definitiva dal diritto nazionale: occorre verificare se sia ancora proponibile un rimedio ordinario di impugnazione.

Una condanna non è definitiva finché è ancora possibile proporre, entro termine e senza condizioni eccezionali, un mezzo di ricorso che rientri nell’iter normale del processo. Anche se il diritto slovacco qualifica il ricorso per cassazione come rimedio straordinario, ciò non è decisivo ai fini della Carta, se il ricorso è accessibile secondo modalità ordinarie.

Terza e quarta questione: effetto della legge più favorevole nel giudizio di cassazione

La Corte conclude che un giudice investito di un ricorso per cassazione contro una decisione che ha respinto l’impugnazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di natura penale deve, in linea di principio, applicare la normativa più favorevole sopravvenuta, anche se entrata in vigore dopo la decisione impugnata e anche se il diritto nazionale considera tale decisione definitiva.

Se il giudice nazionale non può interpretare il diritto interno in modo conforme, deve disapplicare la norma nazionale contrastante, poiché l’articolo 49, paragrafo 1, ultima frase, della Carta ha effetto diretto.

Dispositivo e principio affermato

La Corte risponde che:

  • lo Stato membro attua il diritto dell’Unione quando sanziona le violazioni degli obblighi sui tachigrafi e quando esercita la facoltà di esenzione prevista dal regolamento n. 165/2014;
  • l’articolo 49, paragrafo 1, ultima frase, della Carta può applicarsi a una sanzione amministrativa di natura penale se la modifica successiva del diritto riflette un cambiamento di valutazione sulla qualificazione dei fatti o sulla pena;
  • un giudice di cassazione deve applicare la normativa più favorevole sopravvenuta finché la condanna non è definitiva nel senso autonomo del diritto dell’Unione, senza essere vincolato dalla sola qualificazione del diritto nazionale.

Come è indicizzato

Materietachigrafi e trasporti su stradadiritti fondamentalidiritto penale amministrativoretroattività della legge più favorevoleprocedimento amministrativo e ricorso per cassazione

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