Cassazione Penale, Sentenza n. 01048/2026 del 12/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che, nella fase dell'esecuzione, ha applicato la continuazione tra due condanne per detenzione ai fini di cessione di cocaina e ha determinato un aumento della pena per il reato satellite (fissato in 3 anni di reclusione invece dei 4 anni e 8 mesi quantificati in sede di cognizione). Il ricorrente denunciava violazione di legge in relazione agli artt. 81, 132 e 133 cod. pen. e l'assenza di adeguata motivazione sull'entità dell'aumento di pena per i reati satelliti, rendendo impossibile il controllo sulla proporzione e sull'eventuale cumulo.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata nella parte relativa alla determinazione del trattamento sanzionatorio per vizio di motivazione e ha disposto il rinvio al G.i.p. del Tribunale di Napoli Nord per un nuovo esame conforme ai principi giurisprudenziali richiamati (in particolare la necessità di quantificare e motivare distintamente l'aumento per ciascun reato satellite, garantendo il rapporto di proporzione e il rispetto dei limiti di cui all'art. 81 c.p.).
Norme richiamate
art. 671 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione all'applicazione della continuazione in sede esecutiva; il G.i.p. aveva valutato la continuazione ai sensi di questa norma.
art. 81 cod. pen.
Riferimento utilizzato come limite al potere di aumentare le pene: la Corte controlla che non si sia realizzato un surrettizio cumulo materiale e che sia rispettato il rapporto di proporzione tra le pene.
art. 132 cod. pen.
Richiamato nella doglianza come parte del quadro normativo relativo alla determinazione della pena; la censura concerne la corretta applicazione delle regole di determinazione della sanzione.
art. 133 cod. pen.
Citato dal ricorrente nell'ambito dei vizi di determinazione della pena e della motivazione sull'entità dell'aumento per i reati satelliti.
Giurisprudenza - Sez. U. n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)
Principio enunciato: nel reato continuato il giudice deve individuare il reato più grave, stabilire la pena base e calcolare e motivare distintamente l'aumento per ciascun reato satellite; la motivazione deve consentire il controllo sul rispetto della proporzione e dei limiti dell'art. 81 c.p., evitando il cumulo materiale.
Giurisprudenza - Sez. U. n. 7930 del 21/04/1995 (P.m. in proc. Zouine)
Affermata la nullità 'in parte qua' di decisioni che determinano la pena complessiva senza indicare la pena per il reato più grave e l'aumento per la continuazione, perché ciò impedisce il controllo dell'esercizio discrezionale del giudice.
Massime di principio
- In caso di reato continuato il giudice deve indicare la pena base per il reato più grave e quantificare e motivare separatamente l'aumento per ciascun reato satellite; la motivazione deve permettere il controllo sulla proporzionalità tra le pene.
- La mancanza di motivazione sull'entità degli aumenti per i reati satellite costituisce vizio rilevante e può determinare l'annullamento con rinvio della decisione impugnata.
- Il controllo giurisdizionale verifica che non si sia operato un cumulo materiale di pene e che siano rispettati i limiti previsti dall'art. 81 c.p.; la motivazione deve consentire tale verifica.
- In sede esecutiva/di sorveglianza, il tribunale chiamato a rivalutare la posizione del condannato deve partire dalla riqualificazione della singola posizione per il reato cui è stata irrogata la pena e applicare i principi di cui alla giurisprudenza di legittimità.
- Il ricorrente può efficacemente contestare in sede di legittimità omissioni o carenze motivazionali relative alla determinazione del trattamento sanzionatorio derivante dalla continuazione.
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