L.R. Valle d'Aosta 4/2013
Interventi di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere e misure di sostegno alle donne vittime di violenza di genere.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina interventi regionali di prevenzione, contrasto e presa in carico delle vittime di violenza di genere in Valle d’Aosta, istituendo Piano triennale, Forum permanente, Centro antiviolenza, servizio di prima accoglienza e Osservatorio regionale. Prevede formazione, progetti antiviolenza, coordinamento istituzionale e contributi finanziari, con disposizioni transitorie inizialmente limitate al 2013 ma con finanziamento annuale del Centro antiviolenza oggi previsto in euro 83.000.
Prevenzione e contrasto della violenza di genere e sostegno alle vittime in Valle d’Aosta
Interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere in Valle d’Aosta
La legge regionale disciplina un sistema di prevenzione, contrasto e sostegno alle vittime di violenza di genere nel territorio della Valle d’Aosta, definendo finalità, strumenti organizzativi, soggetti coinvolti e misure finanziarie. La disciplina mira sia alla tutela immediata delle vittime sia alla promozione di azioni culturali, formative e di coordinamento istituzionale.
Finalità e definizione di violenza di genere
La Regione qualifica la violenza di genere come violazione dei diritti umani, dell’integrità fisica e psicologica, della sicurezza, della libertà e della dignità della persona. La nozione ricomprende qualunque forma, diretta o indiretta, di violenza sessuale, fisica, psicologica ed economica, minaccia, molestia, stalking e persecuzione contro persone in ragione dell’identità di genere, indipendentemente da orientamento politico, religioso, sessuale o etnia.
La legge affida alla Regione il compito di assicurare alle vittime e ai loro figli minori o diversamente abili tutela, protezione e sostegno, nel rispetto di riservatezza e anonimato, per favorire il recupero dell’autonomia personale, sociale ed economica.
Interventi regionali e linea di azione
Per perseguire tali finalità, la Regione promuove azioni di prevenzione e sensibilizzazione, diffusione della cultura del rispetto reciproco tra i sessi, sostegno alle donne che subiscono violenza e garanzia di accoglienza, protezione, solidarietà, soccorso e assistenza alle vittime, senza distinzione di cittadinanza, e ai loro figli.
Rientrano tra gli interventi anche:
- il sostegno al Centro antiviolenza;
- la formazione degli operatori del settore;
- l’emersione del fenomeno tramite pubblicazione dei dati dell’Osservatorio;
- campagne informative e portali dedicati alla conoscenza del fenomeno.
L’attuazione integrata è affidata a un Piano triennale che deve prevedere monitoraggio e valutazione, accordi di programma e protocolli d’intesa, orientamento al lavoro delle vittime e campagne di prevenzione ed educazione.
Piano triennale degli interventi
La Giunta regionale predispone, sulla base delle indicazioni del Forum permanente, il Piano triennale degli interventi, approvato dal Consiglio regionale. Il Piano definisce indirizzi e priorità dell’azione regionale e coordina i soggetti pubblici e privati coinvolti nella sensibilizzazione, prevenzione e contrasto della violenza di genere.
Forum permanente contro molestie e violenza di genere
È istituito presso la struttura regionale competente il Forum permanente, quale sede di dialogo e confronto tra istituzioni e società. Il Forum fornisce le indicazioni per il Piano triennale ed è istituito con deliberazione della Giunta regionale.
Ne fanno parte rappresentanti della Regione, del Consiglio regionale, degli enti locali, dell’Azienda USL, del servizio di prima accoglienza, del pronto soccorso, del consigliere regionale di parità, del Centro antiviolenza, della Consulta per le pari opportunità, del Servizio Migranti, della Fondazione Caritas e dell’Università della Valle d’Aosta. Può essere integrato con altri soggetti competenti, in particolare forze dell’ordine.
Il Forum esamina i progetti antiviolenza relativi alle campagne di sensibilizzazione e presenta entro il 30 giugno di ogni anno una relazione alla Giunta e alla commissione consiliare competente. La partecipazione è gratuita.
Progetti antiviolenza e iniziative di prevenzione
La Regione promuove progetti di prevenzione, soprattutto nelle scuole e nelle famiglie, orientati all’educazione al rispetto reciproco, all’identità sessuale, religiosa e culturale e alla non violenza.
Possono presentare i progetti:
- enti locali, singoli o associati, enti pubblici e Azienda USL;
- Centro antiviolenza;
- organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali e imprese sociali con finalità di contrasto alla violenza di genere.
I progetti presentati congiuntamente da più soggetti hanno priorità. Quelli personalizzati, rivolti alle vittime o agli autori della violenza, rientrano nella presa in carico degli operatori del servizio di prima accoglienza e delle équipe territoriali; le campagne informative sono valutate dal Forum.
Centro antiviolenza
La legge riconosce la valenza sociale del Centro antiviolenza già previsto dal programma della Consulta per le pari opportunità e l’importanza dell’attività volontaria svolta nel territorio regionale.
Il Centro svolge attività di ascolto, informazione giuridica, orientamento ai servizi, supporto nei percorsi personalizzati di uscita dalla violenza, iniziative culturali e sociali di prevenzione e denuncia, diffusione dei dati e formazione/aggiornamento degli operatori. Collabora con enti locali, servizi socio-sanitari, forze di prevenzione e repressione dei reati, scuole, università e rete nazionale dei centri antiviolenza.
L’accesso è coperto da anonimato e segretezza, le prestazioni sono gratuite e il Centro dispone di un numero telefonico di pubblica utilità collegato alla rete nazionale antiviolenza. La Giunta regionale disciplina organizzazione e funzionamento; la struttura competente verifica andamento, funzionalità ed efficacia.
È inoltre previsto un sostegno regionale specifico: la Regione concede al Centro antiviolenza un finanziamento annuale di euro 83.000.
Servizio di prima accoglienza per donne maltrattate
La Regione assicura un servizio di prima accoglienza e supporto per donne vittime di violenza di genere, anche in emergenza notturna. Il servizio offre accoglienza urgente a donne sole o con figli minori o diversamente abili, sostegno nelle situazioni di disagio per violenza o maltrattamenti in famiglia, continuità dei rapporti con i figli maggiorenni e con gli altri familiari non coinvolti, orientamento al lavoro e reinserimento sociale, nonché costruzione di una rete di collaborazione tra i soggetti istituzionali e non impegnati nel contrasto alla violenza.
L’accesso avviene esclusivamente tramite segnalazione telefonica da servizi socio-sanitari territoriali, Azienda USL, forze dell’ordine, Fondazione opere Caritas, Centro antiviolenza e Servizio Migranti. La struttura competente ne verifica andamento, funzionalità ed efficacia.
Formazione degli operatori
La Regione, d’intesa con la Presidenza del Consiglio, promuove corsi e iniziative formative per operatori socio-sanitari regionali e locali, Centro antiviolenza, servizio di prima accoglienza, forze dell’ordine, associazioni di volontariato, mediatori interculturali, operatori dell’informazione e altri soggetti coinvolti negli interventi di prevenzione e contrasto.
Osservatorio regionale sulla violenza di genere
È istituito, nell’ambito dell’osservatorio regionale epidemiologico e per le politiche sociali, l’Osservatorio regionale sulla violenza di genere. Esso svolge monitoraggio attraverso raccolta, elaborazione e analisi dei dati provenienti da Centro antiviolenza, enti locali, Azienda USL, servizi territoriali e altri soggetti, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza del fenomeno e armonizzare le metodologie di intervento.
La struttura competente predispone annualmente una relazione da trasmettere alla Giunta regionale e al Forum entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. L’Osservatorio assolve anche eventuali debiti informativi verso Stato e Unione europea.
Regime finanziario e cumulabilità
I finanziamenti concessi ai sensi della legge sono cumulabili con quelli previsti dalla normativa europea, statale e regionale per le medesime finalità.
Gli interventi sono gestiti direttamente dalla Regione, in deroga alla disciplina regionale sulla finanza locale, per garantire una gestione coordinata e omogenea. L’onere complessivo originario è quantificato in euro 304.500 annui a decorrere dal 2013, con copertura a carico del bilancio regionale e del Consiglio regionale; sono inoltre previsti specifici stanziamenti per i progetti e per la formazione.
Atti attuativi, disciplina transitoria e aggiornamenti
Entro sei mesi dall’entrata in vigore, la Giunta regionale doveva definire con deliberazione gli ulteriori adempimenti procedimentali. In via transitoria, fino alla revisione della legge regionale 53/2009 e comunque non oltre il 31 dicembre 2013, la sede del Centro antiviolenza rimaneva presso la Consulta regionale per le pari opportunità, con oneri a carico del bilancio del Consiglio regionale.
La disciplina è stata poi aggiornata, tra l’altro, con l’inserimento dell’articolo 6-bis sugli interventi a supporto del Centro antiviolenza e con la sostituzione del relativo finanziamento annuale, oggi fissato in euro 83.000.
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