Sentenza n. 8669/2026 - Roma, Sezione 2B
per l'annullamento previa sospensione 1) del provvedimento del Dipartimento P.A.U. - Direzione Edilizia di Roma Capitale prot. QI20240028233 del 09.02.2024 che ha dichiarato l'improcedibilità e l'archiviazione della Scia di agibilità presentata da “Estrela” s.r.l. prot. QI/124887 del 14.07.2023 2) di ogni atto presupposto e connesso, conosciuto o non, anteriore o successivo, ed in particolare ove occorrer possa: 2.1) la nota del S.U.A.R. di Roma Capitale del 28.11.2023 Prot. n.: QA/ 2023/73137 avente ad oggetto la “Richiesta Conformità per pratica ALBERGHI - S.C.I.A. - Segnalazione Certificata di Inizio Attività del 06.10.2023 Prot. n. QA/2023/52760” notificato alla sola “Estrela” s.r.l.; 2.2) la nota del Dip. P.A.U. - Risorse per Roma del 28.11.2023 prot. 211345 notificata al S.U.A.R. e per conoscenza alla “Estrela” s.r.l. con la quale è stato dichiarato che le pratiche di condono non sarebbero state definite per carenza di interesse della proprietà; 2.3) le richieste di documentazione integrative prot. N. QI 2023 / 219239 per la pratica n. 0/76922/0 e prot. QI 2023 / 219336 per la pratica n. 0/76817/0 entrambe del 07.12.2023 da parte dell’U.O. Condoni Dipartimento P.A.U. - Direzione Edilizia di Roma Capitale. 3) Comunicazione U.O. SUAR - Direzione Turismo del Dipartimento Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale Prot. QA/ 2024/0093919 del 29 ottobre 2024 a firma del dirigente Eric Sanna, avente ad oggetto “ALBERGO - S.C.I.A. - SEGNALAZIONE CERTIFICATA INIZIO ATTIVITA'' prot. QA/2023/52760del 06/10/2023 - Titolare: “ESTRELA” S.R.L.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento di Roma Capitale che ha dichiarato improcedibile, archiviato e reso inefficace la SCIA di agibilità relativa a un immobile, per l’asserita assenza dei titoli edilizi in sanatoria
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le società ricorrenti hanno impugnato il provvedimento con cui Roma Capitale aveva dichiarato inefficace la SCIA di agibilità presentata per un immobile destinato ad attività alberghiera, assumendo che l’edificio fosse privo dei titoli edilizi in sanatoria indicati nella segnalazione. Sono stati impugnati anche gli atti presupposti e connessi, tra cui una richiesta di conformità del SUAR, una nota relativa alla mancata definizione delle pratiche di condono per asserita carenza di interesse della proprietà e richieste di documentazione integrativa relative alle pratiche di condono. Le ricorrenti avevano chiesto anche la sospensione cautelare, respinta con decreto monocratico. Nel corso del giudizio sono state rilasciate due concessioni edilizie in sanatoria relative all’immobile ed è stata successivamente riconosciuta l’agibilità. Per tale ragione le ricorrenti avevano dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. In udienza hanno poi chiesto, modificando la precedente posizione, una declaratoria di cessazione della materia del contendere.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il rilascio successivo delle concessioni edilizie in sanatoria ha determinato un nuovo assetto del rapporto amministrativo e ha fatto cessare gli effetti dell’atto impugnato, che non era stato revocato né annullato d’ufficio, ma era divenuto inefficace perché superato dalla sopravvenienza provvedimentale. Non sussisteva invece la cessazione della materia del contendere, poiché l’amministrazione non aveva riconosciuto la fondatezza della pretesa delle ricorrenti né aveva integralmente soddisfatto l’interesse sostanziale dedotto in giudizio. Il Collegio ha inoltre rilevato che la richiesta di cessazione della materia del contendere era contraddittoria rispetto alla precedente dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse. Le spese di lite sono state integralmente compensate per giusti motivi.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il ricorso è improcedibile quando sopravviene una situazione che rende inutilmente perseguibile l’interesse alla decisione, senza che ciò implichi il riconoscimento della fondatezza della pretesa da parte dell’amministrazione.
art. 56 c.p.a.
La domanda cautelare monocratica proposta dalle ricorrenti è stata respinta con decreto, senza ulteriori statuizioni cautelari nel merito.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse ricorre quando, per effetto di una sopravvenienza amministrativa, l’atto impugnato non è più idoneo a produrre effetti e la decisione di annullamento non offre più un’utilità concreta al ricorrente.
- La cessazione della materia del contendere presuppone la piena soddisfazione dell’interesse sostanziale perseguito dal ricorrente e il riconoscimento, anche sostanziale, della fondatezza della pretesa; il mero superamento dell’atto impugnato non è sufficiente.
- Quando il provvedimento impugnato diviene inefficace perché superato da successivi provvedimenti amministrativi, senza essere stato revocato o annullato d’ufficio, il giudizio deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, non definito con cessazione della materia del contendere.
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