Cassazione Penale, Sentenza n. 28581/2022 del 20/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava il decreto del 06/09/2021 con il quale il Presidente del Tribunale di Novara aveva dichiarato non luogo a provvedere sull'istanza di riesame relativa al trattenimento della somma di euro 200,00 operato dalla Casa Circondariale in esecuzione di un'ordinanza della Corte d'appello di Trieste che lo aveva condannato al pagamento di euro 1.000,00 alla Cassa delle ammende. Attanasio deduceva violazione di legge (art. 324, art. 568 comma 5 e art. 666 comma 2 e 4 c.p.p.), sostenendo che il Tribunale avrebbe dovuto verificare l'eventuale inesistenza o l'abnormità dell'atto della Direzione carceraria (che nella sostanza avrebbe posto in sequestro la somma) e non limitarsi a pronunciare de plano la declaratoria di non luogo a provvedere.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato nei limiti esposti: ha applicato l'art. 568, comma 5, c.p.p. secondo cui il giudice investito di un impugnazione proposta a giudice incompetente deve qualificare il mezzo e trasmettere gli atti al giudice competente, senza pronunciare d'ufficio l'inammissibilità. Il trattenimento di somme operato dalla Direzione carceraria deve essere impugnato, in forza dell'ordinamento, mediante reclamo ex art. 35-bis dell'ordinamento penitenziario davanti al Magistrato di sorveglianza. Conseguentemente la Corte ha annullato senza rinvio il decreto impugnato e ha disposto la trasmissione degli atti al Magistrato di sorveglianza di Novara per il prosieguo.
Norme richiamate
art. 324 cod. proc. pen.
Citato dal ricorrente in relazione alla disciplina del sequestro; dal testo della sentenza risulta evocato per sostenere che il trattenimento potesse essere qualificato come misura analoga al sequestro, ma la Corte non ha ritenuto decisiva tale qualificazione nel decidere sulla competenza e sulla trasmissione degli atti.
art. 568, comma 5, cod. proc. pen.
Principio centrale della decisione: se un provvedimento viene impugnato con un mezzo diverso da quello corretto o davanti a giudice incompetente, il giudice che riceve l'atto deve verificare l'impugnabilità e l'intento della parte e trasmettere gli atti al giudice competente; non può dichiarare l'impugnazione inammissibile de plano.
art. 666, comma 2 e 4, cod. proc. pen.
Norme richiamate dal ricorrente con riferimento a misure cautelari o di esecuzione; la sentenza non ne fa uso decisivo ma le segnala come argomentazioni del ricorrente riguardo alla natura dell'atto impugnato.
art. 35-bis ordinamento penitenziario
La Corte ha qualificato l'istanza del detenuto come reclamo ex art. 35-bis ord. pen.: tale rimedio è il mezzo previsto per i ricorsi giurisdizionali dei detenuti avverso atti della direzione carceraria e competenza spetta al Magistrato di sorveglianza.
Massime di principio
- Quando un atto giurisdizionale o amministrativo viene impugnato davanti a giudice incompetente, il giudice investito deve qualificare correttamente il mezzo e trasmettere gli atti al giudice competente ai sensi dell'art. 568, comma 5, c.p.p.; non può dichiarare l'impugnazione inammissibile sopprimendo il rito.
- Il rimedio sostanziale prevale sulla qualificazione formale fatta dalla parte: il giudice deve individuare la vera natura dell'impugnazione e adottare la procedura di trasmissione anziché decidere sul merito o sull'ammissibilità se non competente.
- Gli atti di trattenimento di somme operati dalla direzione carceraria devono essere impugnati mediante reclamo ex art. 35-bis dell'ordinamento penitenziario davanti al Magistrato di sorveglianza; pertanto è il Magistrato di sorveglianza la sede competente per tali questioni.
- La qualificazione della misura come "sequestro penale" non è automatica: occorre valutare la natura giuridica sostanziale dell'atto e il rimedio processuale previsto per il soggetto interessato (detenuto).
- In presenza di un vizio procedurale relativo alla competenza del giudice investito dell'impugnazione, la via corretta è l'annullamento del provvedimento erroneo e la trasmissione degli atti al giudice competente per l'ulteriore corso.
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