Cassazione Penale, Sentenza n. 5470/2022 del 16/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso il decreto della Corte d'appello di Reggio Calabria che, riformando il decreto del Tribunale di Reggio Calabria del 27/11/2018, aveva rigettato la proposta di applicazione delle misure di prevenzione (sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e confisca di beni) nei confronti di Nicola Comerci. Il Procuratore generale denunciava violazione di legge e carenza/mancanza di motivazione, sostenendo che la Corte d'appello aveva errato nel valutare il materiale probatorio: in particolare aveva svalutato le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (tra cui Marcello Fondacaro, Arcangelo Furfaro, Antonio Russo, Antonino Fiume, Raffaele Moscato e altri), non aveva tenuto conto dei riscontri tratti dai procedimenti "Odessa" e "Asmara" e aveva ignorato elementi che proverebbero rapporti di fatto e contributi concreti di Comerci alla cosca Piromalli-Mule (es. rapporti societari con Giuseppe Piromalli, ospitalità di esponenti della 'ndrangheta nel villaggio Blu Paradise). Inoltre si lamentava la mancata considerazione dei precedenti penali e dei procedimenti pendenti ai fini della riqualificazione della pericolosità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore generale. Ha ritenuto che le doglianze esposte fossero, in sostanza, un sindacato di merito sulle valutazioni di attendibilità e sull'apprezzamento probatorio operate dalla Corte d'appello, mentre la cassazione in materia di misure di prevenzione è ammessa solo per violazione di legge (inclusa motivazione inesistente o meramente apparente). I giudici di legittimità hanno ritenuto che la Corte d'appello avesse adeguatamente esaminato le dichiarazioni dei collaboratori e gli altri elementi, motivando perché non consentivano di ritenere provato un contributo concreto e funzionale di Comerci alla cosca; hanno altresì osservato che la mera contiguità o vicinanza a esponenti mafiosi non è sufficiente a fondare la pericolosità mafiosa. Il provvedimento impugnato è quindi confermato nella sostanza (il decreto di rigetto dell'applicazione delle misure resta valido) e il ricorso è dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle misure di prevenzione)
Il giudizio ricorda che, nel procedimento di prevenzione, la valutazione della pericolosità personale richiede un accertamento motivato della sussistenza di condotte concretamente funzionali agli scopi del sodalizio; la cassazione è ammessa solo per violazione di legge o per motivazione apparente/inesistente.
art. 1, lett. a) d.lgs. n. 159/2011 (richiamato nel testo)
La sentenza ricorda che la previsione relativa ai soggetti "dediti a traffici delittuosi" (lett. a) è stata dichiarata incostituzionalmente con sentenza della Corte costituzionale n. 24 del 2019, per cui non può essere invocata quale base automatica per misure di prevenzione.
Sentenza Corte di Cassazione, Sez. U, n. 33451 del 29/05/2014 (Repaci)
Richiamata come principio secondo cui la motivazione deve confrontarsi con elementi potenzialmente decisivi e che la mancata trattazione di elementi decisivi può integrare motivazione apparente.
Cass. Sez. 2, n. 20968 del 06/07/2020 (Noviello)
Citata a sostegno del principio sui limiti del sindacato di legittimità e sui requisiti di motivazione nei provvedimenti di prevenzione.
Cass. Sez. 6, n. 21525 del 18/06/2020 (Mulè)
Richiamata in tema di valutazione della motivazione e delle dichiarazioni testimoniali nel procedimento di prevenzione.
Cass. Sez. 6, n. 49750 del 04/07/2019 (Diotallevi)
Utilizzata per riaffermare che la semplice vicinanza o contiguità a esponenti mafiosi non è di per sé idonea a fondare la pericolosità derivante dall'appartenenza a associazione mafiosa.
Sentenza Corte Costituzionale n. 24 del 2019
Dichiarazione di illegittimità costituzionale della nozione residuale dei "dediti a traffici delittuosi" prevista dalla lett. a) dell'art.1 d.lgs. 159/2011; riferimento usato per escludere quell'argomento nel ricorso.
Massime di principio
- La Cassazione non rivede i fatti né rivaluta la credibilità delle prove se la Corte d'appello ha fornito motivazione adeguata: il ricorso che si limita a criticare valutazioni di merito è inammissibile.
- Nei procedimenti di prevenzione è necessario dimostrare condotte concrete e funzionali agli scopi dell'associazione mafiosa; la mera contiguità, vicinanza personale o contatti con esponenti mafiosi non sono sufficienti per misurare la pericolosità sociale qualificata.
- Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia devono essere valutate nel loro complesso e sottoposte a vaglio di attendibilità intrinseca: incoerenze o elementi di smentita possono ridurne il valore probatorio anche in assenza di riscontri esterni.
- La mancanza di riscontri esterni non determina automaticamente l'illegittimità della valutazione, purché la motivazione spieghi perché le dichiarazioni o gli elementi non sono idonei a provare ciò che si sostiene.
- Non è possibile fondare una misura di prevenzione sul mero richiamo a precedenti penali o procedimenti pendenti senza un collegamento motivato tra quei fatti e l'attuale pericolosità ai fini previsti dalla normativa sulle misure di prevenzione.
- Dopo la declaratoria di incostituzionalità di alcune previsioni (es. lett. a) art.1 d.lgs. 159/2011), non si può ricollegare automaticamente la pericolosità a categorie abrogate o invalidate: occorre aderire alle categorie e ai requisiti ancora vigenti e motivati.
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